XIX Giorno: Gerusalemme!
Carissimi,
raccontare i due giorni passati a Gerusalemme mi spaventa, perche’:
1. e’ stata lunga, quindi temo la lunghezza del post
2. e’ stata complessa, quindi rischio di non essere rigoroso, ne’ completo
3. e’ stata intima, quindi non so quanto raccontare, ne’ quanto tacere.
Tutto questo per dire: prendete questo racconto con la relativa cautela! E’ la visita a Gerusalemme di un finto pellegrino che ha cercato di assaporare al meglio una citta’ che si visita in diversi giorni, non in poche ore!
Il viaggio!
Sveglia ore 6.50, colazione, doccia, chiusura valigia, vestizione, chiusura casa, lancio dell’immondizia nel cassonetto cercando di non beccare i gatti pronti a farne mambassa, corsa verso la fermata del pullman, il pullman 470 della Egged arriva nel mio stesso istante, pago da studente l’equivalente di 6 euro e mi volto per trovare posto: un delirio di persone. Tantissimi soldati, alcuni seduti a terra con tanto di valigie in mezzo al passaggio. Uno mi cede il posto e mi sento un po’ nonnetta, ma non vuole sentire storie; forse qui vige la legge non scritta che i militari sono galanti con tutti, non solo con donne/anziani/bambini. Mi siedo vicino al suo collega che ha sulle gambe un lancia fumogeni o un mini bazooka da apprendista. Ad ogni modo, visto il calibro, mi sento subito sicuro!
Viaggio comodo, aria condizionata a manetta, sudore che mi si ghiaccia addosso e non c’e’ neanche il Pier Paolo di turno che mi chiede se voglio cambiarmi la maglietta! Mi sento perso! :-p
Arrivo!
Scendo dall’autobus, passo il controllo dei bagagli con il metal detector (tra l’altro sui metal detector c’e’ scritto, per gli Ebrei piu’ ortodossi, che l’autorita’ rabbinica ha decretato non essere peccato passare dal metal detector il sabato. Lo stesso messaggio lo trovero’ nel pomeriggio vicino al Muro del Pianto. Saro’ maligno nel pensare ad una scelta di comodo? Altrimenti risulterebbero prigioneri di se stessi? Pensate, il Muro del Pianto deserto il sabato? Avranno pensato che questo fosse piu’ sacrilego del passare in mezzo ad un campo di onde elettromagnetiche...
By the way, passo il controllo e via a prendere il bus per il Jaffa Gate. Quale sara’? Mi indicano il 30, si sono sbagliati solo di 10 numeri, in realta’ mi serve prendere il 20. Ma vi devo spiegare tutto io, cavolo di Gerusaliti (o come vi chiamate...)?
Arriva il 20, salgo, pago e facciamo 20 metri, tanti quanti il numero del pullman, poi congestione totale del traffico. La gente comincia a scendere, ma io mi dico: “ ’Ndo te ne vai che non sai la strada e hai la valigia pesante come quella di Paris Hilton alle porte del carcere?” Quindi mi accuccio in un angolo, dopo dieci minuti la situazione si sblocca e si procede verso il capolinea. Sono a Jaffa Gate, l'entrata dall'omonima via alla Old City, dalla parte del quartiere cristiano/armeno!
Sudato, mi trascino la valigia e trovo Casa Nova, il luogo di ospitalita’ Francescana in cui ho prenotato.
Mi danno la camera, perfetta per un prezzo irrisorio, mi sciacquo e mollo tutto: le mie armi d’ora in poi saranno: cartina, macchina foto, cellulare, soldi e il passaporto se dovessero chiedermi qualcosa!
Primo impatto, primi luoghi!
Prima sorpresa assoluta, mentre cammino per St. Francis Street poco lontano da Casa Nova: mi si parano davanti due militari un po’ strani, un po’ stile Guardie Svizzere. Mi sorpassano ed entrano in una porticina. Guardo l’insegna: Arab Catholic Scouts. Che bello! Ho trovato subito gli scout a Gerusalemme! Che famiglia! Che bello vederli tutti in uniforme, persino con gli scarponi in coordinato!
Ma il mio buon umore termina qui! Infatti, il primo impatto con le viuzze di Gerusalemme e’ tremendo. Avevo una fifa pazzesca: alle 10.00 di mattina le viuzze di Gerusalemme sono un brulicare di persone, nessuna lingua amica, tutti che ti assalgono per venderti qualcosa, tu che cammini da solo senza capire dove sei e senza saperti orientare e che non sai dove tenere le mani per evitare fastidiosi scippi! Non puoi neanche fermarti a vedere la cartina, che ti ritrovi subito un souvenir in mano! Viuzze strette, un’odore acre di cibo cucinato con spezie particolari, estrema diffidenza (da parte mia), alla fine mi ritrovo in una via coperta piena di negozietti zeppi di roba, chiamata Cristian Quarter Road, molto simile ad un mercato coperto, stile Porta-Palazzo-Gomito-a-Gomito. Per un attimo ho pensato di vedermi uno a fianco con un coltello pronto. Ripensandoci poi, mi daro’ in continuazione dello stupido per tutto il resto della giornata!
Mi ero ripromesso la mattina a Be'er-Sheva di andar di filato al quartiere ebraico, perche’ avevo visto che il Museo Archeologico Wohl il venerdi’ e’ aperto solo di mattina! Sarebbe stata una bella opportunita’, quella di visitare dal vivo delle abitazioni del periodo erodiano, venute alla luce dopo la ricostruzione di questa zona.
Ma il Signor ha un’idea ben diversa e infatti, appena possibile, mi piazza davnti un cartello con sopra scritto: "Monastero Copto", che sapevo essere alle spalle della Basilica del Santo Sepolcro.
Pertanto devio e mi trovo alla nona stazione della via crucis (non avevo capito che ne avevo passate molte altre, me ne sarei accorto nel pomeriggio). Della via Crucis parlero’ in seguito, ricordatemelo!
Mi ritrovo quindi, senza averlo preventivato, ivi stranamente calamitato, davanti alla Basilica del Santo Sepolcro...
La Basilica del Santo Sepolcro!
... non so quante emozioni colmassero il mio cuore in quel momento, pero’ faccio difficolta’ tutt’ora a metabolizzare, dopo aver visitato quel luogo quattro volte in due giorni.
La Basilica e’ qualcosa di strano: come molti altri posti in Gerusalemme, e’ stata costruita su dei luoghi che la tradizione vuole essere quelli in cui avvennero i momenti importanti degli ultimi giorni di Cristo. Gia’ l’aver costruito sopra un luogo sacro, e’ una pratica a cui non ero abituato: un luogo sacro, lo si delimita, non gli si sovrappone nulla! Per di piu’ vi hanno costruito, senza nessun progetto, ma con l’idea che tutto andava spartito. La Basilica e’ tutto e il contrario di tutto. Luogo di profonda preghiera (non di raccoglimento, perche’ il vero raccoglimento lo trovi in altri luoghi; ad esempio, ve ne era a mio parere molto di piu’ nelle grotte di Lourdes... provate, infatti, a pregare vicino ad un ortodosso, e’ un gran casino...), ma luogo di profonda divisione!
Si pensi solo al fatto che la Basilica e’ divisa a spicchi a seconda delle controversie, dei bisticci e degli incendi che nel corso dei millenni ne hanno scandito e sancito il controllo di una confessione piuttosto che di un’altra: cristiani latini, ortodossi, copti, etiopi. Non sta a me raccontare e banalizzare queste vicende, ma rimango comunque triste e con l’amaro in bocca!
Passiamo pero’ alla parte positiva, che c’e’ ed e’ la preponderante! Pregare davanti alla rocca del calvario, inginocchiarsi davanti al Santo Sepolcro, visitare i luoghi in cui (la tradizione) dice che l’Angelo apparve alle Donne, sono sensazioni per un credente che non si possono esprimere! E’ comunque un’esperienza profonda, direi mistica. La mia preghiera ha abbracciato tutti, credo di non aver dimenticato nessuno, quindi, se per caso oggi o nei giorni seguenti dovesse girarvi bene la vita, sappiate che il Signore vi ha fatto la grazia di stendere la mano sulla vostra testa, se invece succede l’opposto, vuol dire che siete dei casi irrecuperabili!!!
Giro Tranquillo!
Passato il giusto tempo al Sepolcro, comincio ad avventurarmi per le vie del quartiere cristiano.
Seconda tappa, non preventivata, come ogni altra del resto, la chiesa Luterana. Dentro spoglia e bruttissima, ma con un un campanile maestoso. Gli studenti salgono per due Shekel (40 centesimi) e mai affare fu cosi’ grande! Mi trovo sulla cima della torre campanaria a godere di una vista impareggiabile. Si vedono benissimo tutti i quartieri della citta’ vecchia! Strabiliante! Faccio compagnia ai piccioni per un po’, poi scendo!
Sono nel Muristan, esagono di vie che convergono in una fontana centrale e luogo pieno di... provate ad indovinare? Bancarelle, of course!
La fame mi porta da un kebabbaro li’ accanto che me ne fa uno arrotolato in pita-bread spettacolare. Nonostante avesse carne di montone, quindi fosse dal gusto bello deciso, e’ calato alla grande! Tornero’ per una merenda da questo tizio, che al mio ritorno subito si ricordera’ facendomi assaggiare un altro tipo di kebab in pita-bread ma con un hamburger misto carne e verdure. Una leccornia cari miei!
Mi addentro in Cristian Quarter Road e mi ferma un gioielliere arabo che scopre la mia nazionalita' italiana. Comincia a parlarmi in italiano, mostrando che sta imparando la ligua, allora facciamo due chiacchiere, poi mi invita a sedermi e mi offre un the caldissimo con zucchero, tirando fuori un quadernino. E' bellissimo vedere come si fosse scritto tutte le frasi in italiano (da destra verso sinistra) ma translitterate in arabo! Mi chiede di correggergli la pronuncia e di tradurgliene altre dall'inglese! Poi mi lascia andare, dopo aver insistito invano nel convincermi a comprare dei gioielli!
Obiettivo adesso e’ capire come si dipana la Via Crucis. Anche qui scopriro’ che tutto si mischia, come nel Santo Sepolcro. Infatti la Via Crucis parte dal quartiere musulmano, si srotola in una via piena di negozi musulmani vocianti e sale verso il quartiere cristiano e il Santo Sepolcro! Per il momento la percorro al contrario, Gesu’ prima si rialza e poi cade, prima muore e poi viene messo in croce, insomma, se non avessi abbastanza presente lo svolgersi della vicenda, andrei in ulteriore panico.
Visito pertanto le varie stazioni, ognuna con un’edicola o una cappella, finche’ ormai lontano dal frastuono musulmano, arrivo al Convento della Flagellazione, dove Pilato disse: “Ecce Homo”, lavandosi le mani.
Con una simpatica guida sdentata e improvvisata, entro a visitare le fondamenta del Convento (anche qui stesso discorso, costruire un convento su un luogo cosi' importante come la Fortezza Antonia). La visita e’ spettacolare: vi sono i resti della Fortezza, cioe’ di dove vivevano i Romani occupanti Gerusalemme, vi e’ la grande cisterna che serviva al Tempio ebraico per le normali pratiche quotidiane, vi sono i resti del pulpito da cui, secondo tradizione, Pilato consegno’ alla folla Barabba, chiedendo di flagellare Cristo. C’e’ una comitiva di orientali cattolici. E’ sorprendente, cantano nella loro lingua (cin cun cin cin), quel canto di Taize’ che e’ comunemente intitolato Jesus le Christ, Lumière Interieure!
Giro convulso!
E’ primo pomeriggio ancora, ho molte energie! Per questo decido di buttarmi nella baraonda e mi faccio tutta la via El Wad che dalla via Dolorosa porta in salita verso la Porta di Damasco. Un turbinio di gente, di voci, di bancarelle musulmane, molto piu’ casiniste di quelle del quartiere cristiano. Ormai ogni paura e’ scomparsa, ho capito che non c’e’ da preoccuparsi, il corpo e la mente si sono abituati a tutto questo. Ho ancora timore di urtare la sensibilita’ di qualcuno facendo foto, pertanto me ne concedo qualcuna alle bancarelle piu’ colorate (spezie, ortaggi, frutta, vestiti), senza farmi vedere!!!
Mentre cammino penso a Sarajevo: anch’essa citta’ ricettacolo di culture, che ha pagato con morte e distruzione l’incapacita’ di convivenza. Qui pure ci sono stati morti, anche se adesso meno. Non fosse per i fondamentalisti, a me sembra che qui le varie popolazioni convivano, senza quasi cagarsi. In apparente tranquillita’.
Dalla porta di Damasco, ripercorro la via El-Wad in discesa fino al quartiere Ebraico e al Muro del Pianto.
Il quartiere Ebraico!
Qui il mio camminare si fa piu' lento e meditativo. Dopo aver passato i controlli, in cui il milite, avendo saputo che sono di Torino mi chiede se sia pure gobbo... mi ritrovo nella Western Wall Plaza, al cui fondo c’e’ il Muro del Pianto!
Molta gente qui prega, e’ quasi Shabbat, riesco ad avvicinarmi al muro e guardo gli ebrei pregare da lontano, senza entrare nella zona riservata alla preghiera, sebbene, mettendomi una Kipa, potrei oltrepassare il cancello senza ostruzione.
La contraddizione e’ proprio il fatto che in basso ci sono gli ebrei che pregano sul muro di cinta di una proprieta’ musulmana. E sembra che non succeda mai nulla in questo punto. E’ come se dal secondo anello di uno stadio in Italia non buttassero mai nulla a quelli sotto del primo anello. Vi sembra una cosa verosimile? Qui l’inverosimile, acquista credibilita’...
Il quartiere ebraico e’ un dedalo di viuzze ma non mi lascia il segno. Architettura molto moderna, squadrata e poco affascinante. Risalgo le vie piene di gioiellerie e cambiavalute e mi ritrovo nel quartiere armeno e in una via, chiamata David Street, davvero colorata. Sono di nuovo nel quartiere Cristiano e sono alla ricerca dello spuntino pomeridiano. Arrivo dal mio amico kebabbaro, trangugio il secondo tipo di Kebab, contrattando sul prezzo perche’ ormai sono con pochi spiccoli e mi dirigo, non so perche’, verso un luogo che la carta non indica come interessante.
Fuori le mura!
Mi ritrovo a camminare nel quartiere armeno e ad uscire dalle mura della citta’ vecchia. Non so spinto da cosa, forse da una frase sentita in inglese, sembra che da questa parte ci sia il museo della Shoah. Ebbene, lo trovo, ma e’ chiuso, pero’ osservando attentamente i cartelli sono arrivato in un posto assolutamente inaspettato: scopro di essere nel luogo in cui (sempre secondo tradizione), Cristo consumo' l'ultima cena con i suoi: il Cenacolo.
Mentre visito il luogo mi dico: “ Le possibilita’ sono 3:
1. Il Signore ti ha guidato con mano sapiente e ti ha fatto visitare tutti i luoghi piu’ interessanti della Cristianita’ a Gerusalemme (mi piace scegliere questa)
2. Vi sono talmente tanti posti da visitare, in un cosi’ piccolo fazzoletto di terra, che saresti proprio un idiota a non incapparci.
3. La maggior parte dei luoghi che hai visitato sono falsi e ti hanno solo scippato un sacco di soldi... (la meno gratificante ma non la meno verosimile)
Ultimo Giro!
Ritornato all’interno delle mura, faccio ancora in tempo a girare per le viuzze del quartiere Armeno sconfinando in un quartiere Ebraico ormai silenzioso, per giungere alla chiesa di San Marco. Nella chiesa a me personalmente dedicata :-p e’ in atto una celebrazione ortodossa, simile ad una a cui ho assistito a Pasqua di quest’anno a Torino. Entro, mi prendo una fraccata di incenso, ascolto un po’ e poi mi allontano. E’ giunta l’ora di un ultimo momento di raccogliemento al Santo Sepolcro e poi via in camera per una doccia e un po’ di nanna!
La sera si conclude con una cena molto abbondante presso Casa Nova, nella quale ho la fortuna di cenare con 4 signori di Rimini, i quali hanno costituito un’associazione noprofit che fornisce aiuto a vario titolo alla gente qui.
In questo periodo sono a Gerusalemme per aiutare i Francescani a catalogare dei libri in una biblioteca, altre volte sono venuti a portare dei macchinari medici che in Italia consideriamo in disuso ma che qui fanno ancora il loro dovere! Complimenti!
Dopo cena, una passeggiata serale fino al Santo Sepolcro dove mi raccolgo (finalmente nel silenzio) a pregare sulla tomba di Gesu’ e poi, visto che alle 21 la Basilica chiude, ultimo giro fuori le mura, guardando la citta’ da fuori, mentre la luna piena si specchia nei tetti di questa citta’ unica, particolare, esaltante, contraddittoria, che ti folgora e non ti stanca!
Secondo giorno a Gerusalemme!
Il giorno dopo, per caso mi metto la sveglia alle 8.30. Scendo per colazione e scopro che alle 8.30 la colazione termina (mamma che orari) e sono costretto ad elemosinare del pane e un po' di burro e marmellata. Che figura!!! Finisco alle 8.55 e chiedo al receptionist: Quando devo liberare la camera? Alle 9.00? Ahhhhhhhhhh... Di corsa su a rifarmi la valigia e a liberare la camera!!
Mi ritrovo alle 9.20 pronto nella hall per partire. Ma il mio sherut (taxi collettivo) sara' alle 11.45. E ora?
Me la prendo comoda allora per una preghiera mattutina al Santo Sepolcro e un giro per souvenir, durante il quale faccio fuori il misto di euro/dollari/shekel che ancora ho in tasca con l'acquisto di un oggetto prezioso e significativo per me e Paola. E' probabile che un giorno, chi bazzichera' a casa nostra, lo riconoscera'!!!
Il pomeriggio lo passero' ai controlli di sicurezza dell'aeroporto, in cui mi perquisiranno ogni cosa e molto a fondo e ad usufruire della connessione wireless gratuita della sala attesa in attesa del volo che mi riportera' ad abbracciare i cari a Torino!!
Un abbraccio meritorio a tutti coloro che sono riusciti ad arrivare fino alla fine e a condividere con me le emozioni di quest'avventura fantastica!!!
Un grazie sincero,
Marco
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Marco
il giorno
sabato, giugno 30, 2007
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XVII Giorno: Ultimo Giorno a Be'er-Sheva
Carissimi,
oggi e' il mio ultimo giorno a Be'er-Sheva. Non ho foto da mostrarvi ma solo qualche riflessione!
Domani partiro' alla volta di Gerusalemme, che visitero' venerdi' e sabato mattina, per poi partire alla volta del Ben Gurion Airport di Tel Aviv.
Qui tutto si avvia alla conclusione. Ieri ho avuto l'ultimo incontro con Shlomi, abbiamo definito gli ultimi dettagli dell'articolo che stiamo scrivendo e abbiamo impostato le idee per il successivo. Continueremo il lungo lavoro di calcoli e simulazioni a distanza, sentendoci tramite email e Skype.
Cosa ho fatto oggi?
1. riconsegnato le chiavi dell'ufficio
2. salutato Debbie
3. ritirato la lettera con la quale Shlomi certifica che sono stato da lui (dovrebbe farmi perdere meno tempo con la security in aeroporto).
4. pranzato per l'ultima volta nella mensa studenti dell'universita'
5. preso l'ultimo "Short Espresso Without Milk" al bar. Quelli del bar, ormai, si erano abituati a me! Ero l'unico a chiedere quel tipo di caffe'! Gli manchero' un pochetto... :-p
Non credo di avervi mai parlato di Debbie: una donna piena di grinta. Madre di 9 (nove, nine) figli che, ad un certo punto della propria vita, dopo aver passato anni in industria, molla tutto e si iscrive ad un Corso di Dottorato alla BGU. Shlomi e' il suo advisor! Insomma, una grande!
Tirando le somme, l'esperienza fatta vale ogni sacrificio e ogni preoccupazione (mia e di chi mi ha seguito da lontano) che e' stata superata per arrivare fino qui. Stare quasi 3 settimane in questo luogo mi ha aiutato moltissimo, come serenita', come capacita' di concentrazione e, di conseguenza, come produttivita'. Il clima e' stato favorevole in ogni senso: sia perche' caldo, ma mai afoso ne' tedioso (almeno qui, poi sul Mar Morto e' un altro discorso...), sia perche' nella gente che ho conosciuto, ho trovato persone di una brillantezza e solidita' ammirevoli.
Ho scoperto e approfondito una cultura nuova, fatta di normalita', di voglia di lavorare, di voglia di non perdere tempo dietro falsi problemi e dispute. Chi ha tempo di scendere in piazza a sparare verso il cielo con i mitra, lo faccia pure: qui invece si lavora con dignitosa costanza e abnegazione, testimoniando nella quotidianita' dei fatti che forse e' arrivato il momento di andare oltre certi atti di forza, da qualsiasi parte essi arrivino.
Inoltre, ho avuto modo di cambiare con il tempo alcune idee, alcuni stereotipi con i quali, per quanto me ne difendessi, ero giunto qui. Molti giudizi affrettati sulla gente, sulle circostanze, con il tempo si sono mitigati, sono stati meglio soppesati. L'incedere relativamente lento delle giornate (lento rispetto al turbinio della mia normale esistenza), mi ha permesso di riflettere piu' a fondo. Questa e' un'opportunita' che difficilmente mi sono trovato a gustare in altre circostanze. Quando corro nella vita, ho tempo solo per le cose necessarie, difficilmente mi soffermo su quelle utili, sulle riflessioni che riempono; quando invece sono in vacanza, mi capita di staccare il cervello e di riflettere poco. Questa situazione e' stata invece un momento ibrido, di ricchezza: mi son trovato sotto la giusta tensione perche' comunque sono venuto qui a lavorare, pero' ho svuotato la mente di molte faccende fastidiose (che posso immaginare siano ricadute su altri, quindi comunque e' doveroso ringraziare chi se ne e' fatto carico oltremare) lasciando spazio alla riflessione costruttiva!
Su cosa ho riflettuto? Diciamo cosi', non ho intenzione di affidare a questo blog le mie riflessioni piu' intime. Pero' questo non significa che non voglia condividerle con chi vorra' avvicinarsi a me per fare un po di 'strada' assieme. E' un'opportunita' bilaterale, per me e per voi: chi la vuole cogliere, sa dove trovarmi. Per gli altri, come si dice? "Amici come prima!"
Non ho mai scritto nulla in inglese nel blog, anche perche' non ne avrei le capacita', ma l'ultimo pensiero, per Shlomi, lo scrivero' cosi', sicuro che se mai dovesse esserci qualcuno tra voi in difficolta' a tradurre queste righe, intuira' comunque che vi e' espressa la mia massima gratitudine per chi ha reso possibile questa esperienza!
Finally, let me say thank you Shlomi for everything! You hosted me as better as I couldn't ask for! You and Marina gave me the opportunity to do some research, and at the same time relax my mind! This is not so easy. Don't you think so?
So, thanks for everything!
Shlomi, all the best to you and your family!
I hope we will meet again, maybe here, maybe in Turin!
Bye to everyone,
Marco
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Marco
il giorno
mercoledì, giugno 27, 2007
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XII Giorno: Mar Morto e Masada
Carissimi,
ho da raccontarvi (e neanche troppo brevemente) del weekend trascorso fuoriporta. Piu' fuoriporta di Be'er-Sheva? Beh, mi sono spostato, quindi fuoriporta del fuoriporta!
Insomma, venerdi' lavoro mezza giornata e decido quasi all'improvviso di non sprecare il weekend. Ho due possibilita': Gesuralemme e Mar Morto. Scarto la prima perche' di sabato e' meno appetibile (molti luoghi non si possono visitare), tengo la seconda.
Pullman per il Mar Morto appena partito (iniziamo bene), cerco dove dormire, mi faccio il mio itinerario e mi persuado che l'unico mezzo e' il taxi. Chiamo un tizio che mi aveva lasciato il biglietto da visita, prenoto il taxi per le 15, concordo il prezzo e vado a fare la spesa e a prelevare.
Alle 15-15.10-15.15-15.30 non si presenta nessuno: Maledetto! Scolato di sudore, mi decido ad andare a prendere un taxi al vicino parcheggio. Mai soluzione fu piu' azzeccata: mi portano a destinazione, facendomi risparmiare circa un quarto del prezzo pattuito con il Maledetto di cui prima.
Si parte, dalle foto si inizia a notare che dal verde di Be'er-Sheva ci si addentra sempre di piu' nel Deserto di Giuda. Un caldo soffocante, zero aria condizionata (si vede che avevo tirato troppo il prezzo per esserne degno...), all'orizzonte solo rocce e qualche insediamento beduino! Si discute e si ride col tassista, mi dice che sono un pazzo ad andare sul Mar Morto a quest'ora: me lo diro' da me poco dopo...
Passata la citta' di Arad, inizia una discesa che da +500m porta a -400m sul livello del mare. Davvero una discesa agli inferi, 24km di tornanti con gomme che fischiano al solo sfiorare del volante, nessuna anima viva, un phon continuo dai 4 finestrini. Mi dico: ti sei andato a mettere nella merda!!!
Ad un certo punto inizia ad intravedersi una collina in lontananza (sembra la Serra di Ivrea): e' la Giordania. Nella totale evaporazione inizio a immaginarmi il Mar Morto. Lo vedo finalmente: avete presente Mozia? Ci assomiglia: un'enorme salina. Il taxista Raviv mi lascia a Ein Bokek, sulla prima spiaggia pubblica, in cui a gratis trovo ombrelloni, pulizia... e non ci sono venditori ambulanti!
Qui parlano tutti russo, il caldo e' insopportabile, sono circa le 17. Mi svesto, mi tuffo. Svengo! L'acqua e' quasi piu' calda del phon caldo che c'e' fuori... Scopriro' dalla receptionist dell'hotel che oggi si sono sfiorati i 50 gradi. Me lo permettete? Sti caxx... Poteva fare cosi' caldo domani???? Proprio oggi?
Isruzioni per l'uso del Mar Morto, provate sulla mia pelle:
1. Immergetevi piano, per evitare gli schizzi
2. Immergetevi fino alla cinta, per evitare gli schizzi
3. Appoggiate la schiena in acqua, per evitare gli schizzi
4. Dormite senza problemi, cosi' evitate gli schizzi
Non capivo perche' la gente fosse lenta in acqua e si muovesse con tanta circospezione. Poi spavaldo mi sono tuffato in acqua... e ho capito molte cose!
A parte l'amaro in bocca di un'acqua satura di sale, che ti brucia ogni papilla gustativa, pure quelle dei piedi... A parte l'acqua bollente che non da' sollievo dal caldo... A parte il bruciore del collo, tipico di chi si e' fatto la barba la mattina e che riceve una pentolata di acqua stra-salata quasi bollente sulla pelle irritata... MA AVETE IDEA DEL BRUCIORE DEGLI SCHIZZI D'ACQUA NEGLI OCCHI?
Non avete idea, no, vi giuro che non ce l'avete, a meno che non vi siate passati un salino sugli occhi di recente, invece di usarlo per condire l'insalata!
Dicevo: spavaldo, mi tuffo, apro gli occhi in acqua e la bracciata del nuotatore navigato si spezza dal dolore agli occhi, riemergo in un batter d'occhio (dolorante) e qui avviene l'imprevedibile. Il mare non mi permette di girarmi supino, ma come cavolo si fa a tornare in piedi? No way amici, se siete proni nel Mar Morto, scordatevi di mettervi in piedi! Vi si spezzera' la schiena piuttosto! La tanto decantata proprieta' di quest'acqua densissima di non farti affondare, te lo impedisce. Peccato, perche' se invece la suddetta proprieta' la sfrutti bene, cioe' da supino appoggi la schiena in acqua, non farai nessuno sforzo e galleggerai per ore pensando ai massimi sistemi... ma se la prendi al contrario, sei fottuto, le gambe stanno sempre in aria, la schiena inarcata e giu' a imprecare...
Mentre mi dimeno come un pesce dentro un budino e i russi mi guardano pensierosi (ho sentito uno che mi offriva della Vodka per lenire il dolore agli occhi, ma io ho resistito...), una volta riuscito a girarmi supino, alzata impercettibilmente una palpebra per capire dove fosse la riva, mi avvio stropicciandomi gli occhi e barcollando come un ubriaco!
Ora mi do anche un'altra risposta: ecco perche' la spiaggia e' piena zeppa di docce e lavandini! Dio sia ringraziato! Arrivo sotto la doccia e per un attimo penso che forse riusciro' a superare la notte!
Insomma, come primo bagno dell'anno, non e' andata poi cosi' male! Potevo incorrere in una medusa... in uno scoglio... in una murena! Invece mi son solo tuffato in una salamoia! Ma spavaldo ci ritento, elencandomi nella mente le regole autostilate prima! Ora il rapporto con il mare si fa piu' sereno e riesco a pensare ai massimi sistemi per circa venti minuti, finche', al culmine del ragionamento (ciambella, Mc Duff, capite no??) una gocciolina di acqua salata si avvicina all'occhio destro e lo conquista, bastarda! Senza potermi pulire con le mani (salate), sguazzo verso riva piagnucolante e mi risciacquo!
E' tempo di asciugarsi, di leggere un po', di ritrovare un po' di calma sotto il phon e di capire come fare per raggiungere l'ostello a Masada. In mattinata mi ero detto: sara' un luogo di villeggiatura, ci saranno dei taxi. Nulla!! Chiedo alla strozzina del Tea, che mi trova un passaggio di fortuna. Arrivo a Masada con metodi mafiosi e trovo un ostello che in realta' e' un hotel 4 stelle. Unico problema e' il dover dormire in una camerata con altri. Chi ha dormito con me sa che il problema non e' MAI mio in questi casi. Quindi saro' ben contento di condividere una camera con altri 4 tedeschi a 24 dollari la notte, piuttosto che prendermi la singola a 68!!!!! Vi pare?
Mi presento in camera, facciamo conoscenza con questi ragazzi, e si scende a cenare! 12 dollari per una cena abbuffet che durera' non meno di un'ora (senza pause...) C'era di tutto, insalate, carne, pesce, contorni, frutta, dolci... Non ci siamo risparmiati! A cena comincio a conoscere meglio i miei room-mate.
Spendo due parole perche' ne vale la pena.
Loro sono in vacanza: sono venuti a trovare il piu' piccolo, Edmund (18), il quale fa il servizio civile tedesco come obiettore (15 mesi) qui in Israele: l'associazione che ha scelto ha in atto un programma di aiuto agli ex deportati ebrei della II Guerra Mondiale. Mi sembra di aver capito che il compito dei volontari sia quello di parlar loro in tedesco, in modo che, sentendo parlare una lingua che loro hanno imparato 40 anni fa e hanno solo associato a nefandezze, con il tempo possano superare questo orrore.
Non riesco a valutare questo tipo di servizio; pero', un diciottenne (cristiano) che se ne parte per 15 mesi per andare in Israele a parlare con dei deportati, ha il mio massimo rispetto. Altro che i nostri diciottenni! Un giorno riusciro' pure a capire meglio la missione di questa associazione, che per ora non mi convince a pieno!
Quindi, gli altri 3, sono venuti a trovare Ed e si sono messi a girare per una settimana!
Col passare del tempo, osservandoli con attenzione, noto che hanno degli atteggiamenti di vera amicizia, di quella che non si vede quasi mai, cantano spesso insieme (intonatissimi), si prendono cura vicendevolmente. Scopro che sono Cristiani Mennoniti, vale a dire Protestanti ulteriormente riformisti. Questo e' il fondatore dei Mennoniti.
Siamo stati molto tempo a parlare di Gesu' e della lettura della Bibbia. Insomma, sebbene possano non avere le mie idee, pero' interpretano nel quotidiano quel che Gesu' ci ha detto in semplicita': prenditi cura dell'altro, amalo, cerca la parola buona all'oltraggio o alla risposta acida. Tutto sembravano tranne che invasati: abbiamo discusso di calcio, di auto, di donne, ci siamo divertiti in piscina, niente di diverso da quello che fanno i giovani della nostra eta', eppure vi era qualcosa di diverso e di speciale.
Nonostante io frequenti determinati ambienti, che dovrebbero essere ricettacolo di gente di questo genere, non ho mai visto un'amicizia e una cura dell'altro cosi' ammirevole, in nessuno tra coloro che conosco e che appartengono alla mia realta'. Non ho mai visto 4 ragazzi di 18-20-21 e 22 anni cantare insieme canti della propria tradizione cattolica la sera al chiaro di luna, al posto di Ligabue.
A questo proposito Edmund mi faceva notare una cosa semplice, ma efficace: in tempi di "guerre, carestie, inedie", si e' molto piu' disposti a pregare di quando "hai la pancia piena"! Noi Cristiani siamo ormai cosi' tanto con la pancia piena da dimenticarci di Cristo stesso? Ce ne ricordiamo solo per bestemmiarlo quando Moggi fa andare la Juve in B? (Io li' l'ho ringraziato, a dire il vero... :-P)
Comunque: non ho mai avuto l'onore di discutere in maniera cosi' profonda con un 18enne della Bibbia: preparato, sicuro, chiaro nelle idee.
Insomma, io ringrazio il Signore di non avermi fatto prendere la singola ieri notte...
A cena poi lancio un'idea: "...e se andassimo a vedere l'alba dalla rocca?". Non se lo sono fatti ripetere due volte: ci siamo organizzati, ci siamo puntati le sveglie alle 4.20, alle 4.40 eravamo sul sentiero, alle 5.35 eravamo in cima. Neanche con un Noviziato si e' cosi' d'accordo e si rema cosi' bene tutti nella stessa direzione!
Lo spettacolo e' stato appagante! Le foto testimoniano quanto scrivo!
A sole spuntato, ci siamo girati la rocca e io, grazie alla preziosa guida di Elena, ho fatto da Cicerone agli altri 4. Rovine antichissime, una tradizione assolutamente lontana dalla nostra europea, pero' estremamente affascinante. E' salito con noi anche un gruppo di casinisti americani. Peccato per il silenzio!
Alla fine dell'escursione, visto che era ancora presto per la funivia, ma gia' sufficientemente tardi per il breakfast, via giu' di corsa, con un sole che spaccava la testa!
Colazione abbondante alle 8.30, perche' non avevamo niente per pranzo e ci saremmo tenuti il poco che avevamo per la cena! Quindi, abbufet pure la colazione! :-)
Il resto della giornata e' stata caratterizzata da sonno, piscina (con vento caldissimo), lettura e chiacchierio su cose piu' o meno facete!
Cena di condivisione, ho ascoltato volentieri altri loro canti (ne ho riconosciuti due uguali a quelli italiani) e poi nanna!
Stamane, sveglia presto, bus per Be'er-Sheva alle 8.30, e alle 10.00 ho ricominciato la mia ultima settimana di lavoro qui!!!
A coloro che hanno avuto la pazienza di giungere fin qui, spetta di diritto un bacio al mio ritorno, per tutti gli altri una leccata da Bibi' (vedete che vi conveniva arrivare alla fine??)
Vi abbraccio, credo sia giunta l'ora di una cena! Qui sono le 22.40!
A presto,
Marco
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Marco
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domenica, giugno 24, 2007
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X Giorno: il mercato dei Beduini e la Old City
Carissimi,
stamane la giornata e' iniziata molto presto. Volevo andare di buon'ora al mercato dei beduini che si tiene ogni giovedi' a Be'er-Sheva.
Sveglia alle 6.30 circa (5.30 italiane) e gia' era giorno. Toeletta come si confa' a una persona per bene, colazione e rassegna stampa TG5.
Esco di casa verso le 7.00 e vado a prendere un taxi per il centro. 18 Shekels.
Dalla stazione dei pullman il mercato e' poco distante. Faccio la strada con una signora israeliana sulla sessantina che mi racconta di esser stata 5 anni a Napoli, perche' il marito era ufficiale della marina statunitense. I casi della vita...
Finalmente arrivo in questo grande spiazzo con le bancarelle messe lungo un'immaginaria "P", senza un ordine particolare. Preventivamente ero uscito di casa solo con macchina foto, student card per il riconoscimento, cartina turistica e qualche shekel per farmi fregare come qualsiasi turista (ma il meno possibile), lasciando a casa orologio, cellulare, portafoglio.
Mi avventuro tra le bancarelle appena allestite e i colori iniziano a richiamare sensazioni particolari. Vi e' sicuramente una predominanza di marrone: lo si nota dalle sementi e dalle stoffe. Poche le bancarelle con roba occidentale: qui si trovano soprattutto oggettistica per la casa, calzature e vestiario.
Molte invece le bancarelle con prodotti della tradizione beduina: Narghile', souvenir fatti a mano, stoffe, sementi, biancheria, cosmetici. Sebbene i cosmetici non siano tipicamente beduini, siamo vicini al Mar Morto, famosa localita' termale. Sono molte le creme, le lozioni, gli olii venduti da queste parti.
Giro e inizio a scattare foto, con una mano sola, in modo da tenere l'altra in tasca. Dico: meglio la mia che quella di qualcun'altro!
Ad un certo punto mi imbatto nel mio primo venditore preferito (ve ne sara' anche un secondo). Vende tappeti, borse ricamate, copri-tavola, oggettistica. Vuole vendermi un copricapo beduino, molto grazioso, penso gia' a chi regalarlo, quando d'un tratto la mia attenzione cade su un copri-tavola da "vero amore". Seguendo i consigli della guida turistica, mi fingo disinteressato e passo oltre, mi faccio mostrare una borsetta, ma alla fine gli faccio capire che mi interessano i primi due articoli. A questo punto, finita la fase del "decido cosa comprare", inizia la fase della "contrattazione del prezzo".
Con calma il beduino mette la merce in una busta (ormai e' scontato che la prenda), e mi invita a sedermi sul suo tappeto. Mi vuole offrire del the, mentre mi chiede quanto ho in tasca. Eh, gia', inizio a dire una cifra, mentre lui mi propone un affare: un prezzo pari 14 volte quello che veramente ho in tasca (la cifra che mi spara non verrebbe coperta neanche da un mese di paga...). E' solo l'inizio di una lunga e piacevole contrattazione (per altro in inglese, il tizio sapeva il fatto suo, figuriamoci...) Arriva un compare a dargli man forte e con lui troviamo un accordo, circa 1/20 del prezzo da cui era partito.
Come spiegare? Qui contrattare il prezzo vuol dire conoscersi. Non e' come in Italia in cui si cerca di limare l'euro, o, in maniera ancora piu' becera, il negoziante ti sconta l'iva se non gli chiedi lo scontrino!!!
Qui entrambi sappiamo che l'affare si fara' a 1/20 del prezzo iniziale, ma intanto si chiacchiera, si ride, ci si alza e si fa per andarsene, mentre l'odore del deserto ti prende le narici. Poi, alla fine, si accetta e allora il venditore saluta con uno sputazzo per terra la riuscita transazione!
Me ne vado parzialmente soddisfatto, consapevole che potevo scendere ancora molto col prezzo, ma felice di essermi seduto con un beduino a contrattare. Lo scambio di cultura non ha prezzo. Al resto pensa Mastercard. Giusto?
Faccio 20 metri ed e' il turno dell'amico che era venuto a dar man forte al precedente: ha puntato il pollo e, inevitabilmente, saro' il suo primo cliente della mattinata! Vuole vendermi dei veri e propri souvenir, diciamocela tutta: roba che credo non usero' mai nella vita! Me ne vado via con un Narghile' da viaggio, meno pratico della mia pipa ma che voglio imparare almeno ad accendere, con una Kefia bianco/rossa, un ferma-kefia nero tipicamente beduino e un sacco di tabacco in omaggio. Passera' mai la dogana sta roba? Mah...
Inizia qui la seconda parte della mia uscita mattutina, sono le 8.20 e mi dirigo verso la Old City. Seguo il percorso della cartina turistica e mi trovo a visitare (da lontano) il Pozzo d'Abramo. Da lontano perche', nonostante sia il simbolo della citta' (Be'er-Sheva significa Pozzo d'Abramo), e' un pozzo normalissimo, ricostruito, che si visita a pagamento (se entri dall'entrata principale). Se ci passi da dietro, lo visiti lo stesso, gratis e va bene lo stesso... Per oggi mi sono gia' fatto spennare!
Quel che mi interessa e' camminare per le strade della citta' vecchia. Scopro una Old City non troppo old, con molti negozietti, alcune abitazioni carine, la moschea e bella gente in giro, ma rimango parzialmente deluso. E' pur vero che se le guide non si sperticano a raccontare le bellezze di Be'er-Sheva, un motivo ci sara'! Pero' mi aspettavo delle vie piu' "caratteristiche". Anche Collegno non sta in nessuna guida, pero' se cammini nel centro storico non puoi certo dire che non sia caratteristico, ne' che sia privo di una certa sua qual amenita'!
Insomma, dopo una bella camminata, mi convinco che e' giunta l'ora di tornare a casa. Il caldo si fa comunque sentire e sono dall'altra parte della citta'!
TAXXIII, al dormitorio degli studenti! Alle 10.10 sono gia' in ufficio con il mio 'short-espresso-without-milk' in mano. Ormai la ragazza argentina mi conosce, saro' l'unico da una settimana o poco piu' a questa parte che chiede in tutta l'universita' questo tipo di caffe'. Non lo fanno male, e' Illy, peccato che il loro short corrisponda a un caffe' doppio abbondante nostro. Rimarro' arzillo per il resto della giornata, mentre nel draft dell'articolo, all'introduzione si aggiunge la prima parte di teoria. Come direbbe Fabry: we're in business.
Un abbraccio cari miei compagni di viaggio!
Grazie per ogni minuto che passerete idealmente al mio fianco leggendomi!
A presto,
Marco
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Marco
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giovedì, giugno 21, 2007
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VIII Giorno: gara di macchinine
Ciao a tutti!
Cerchero' di raccontarvi brevemente quel che e' successo oggi.
Jack e Clemente sono partiti stamane e io sono stato a pranzo con Shlomi, col quale abbiamo iniziato a impostare la struttura dell'articolo. Sono speranzoso sulla buona riuscita di questo lavoro.
Stamattina dalle 9.00 alle 10.00 sono stato invitato da Shlomi ad assistere ad una gara un po' particolare: macchinine costruite dagli studenti di meccanica si sono date battaglia su un percorso tortuoso, fatto di salite, discese e tuffi in acqua, con l'obiettivo di portare un uovo alla fine del percorso!
Risultato esilarante. Le macchinine erano equipaggiate in modo ingegnoso per superare tutti gli ostacoli (ruote chiodate, aria compressa, turbine, pseudo-cingolati, etc.) Vi era persino una macchinina che, lanciato un rostro attaccato ad un cavo con una fionda, procedeva riavvolgendo il cavo tramite un verricello. Geniale!
Oggi non saro' prolisso, in modo da far felice chi non ce la fa a leggere tutto. Grazie comunque a tutti per le attenzioni che mi donate, venendo a leggere ogni tanto cio' che scrivo. Grazie per i commenti, anche quelli negativi su cui vi e' sempre da riflettere e un saluto ai prossimi giorni! Aspetto la vostra classifica dei posti piu' belli da visitare in Italia. E' un occasione per tutti per scoprire luoghi "di nicchia"! Non fate i timidi!!!
Ci si sente su Skype, via email o tramite commenti sul blog!!
A distributed embrace,
Marco
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Marco
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martedì, giugno 19, 2007
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VI Giorno: Inizia la settimana
Carissimi,
come state? Ho sentito un po' di gente in questi giorni e tutto sembra girare bene dalle vostre parti! Pure qui!!
Volevo avvertirvi che ogni tanto mi capita di aggiungere qualche foto agli slideshow dei giorni precedenti! Quindi, dateci un'occhiata, anche se li avete gia' visti! Potrebbe esserci roba nuova!!
E' davvero strano questo giorno. Sono cresciuto abituato al fatto che la domenica tutto si fa e si vede tranne che andare in un'universita' piena di persone.
La domenica normalmente ci si sveglia la mattina in una tenda fresca e si chiama il reparto per smontare e partire, oppure si va in tana per raccontare le avventura di Mowgli, oppure ogni tanto si dorme aspettando le buone cose che cucineranno papa' e mamma per pranzo. Non hai neanche la necessita' di collegarti per la posta perche' nessuno ti cerca, nessuno ti deve comunicare niente.
Invece la domenica qui e' tutto diverso: e' il primo giorno della settimana. C'e' un via vai tremendo: oggi era il primo giorno utile per andare in posta e per sbrigare altre pratiche burocratiche, oggi e' il giorno della maxi spesa settimanale (vi racconto poi cosa ho comprato), tutte cose che da noi si fanno il lunedi' mattina (ammesso di trovare aperto, altrimenti tocca il pomeriggio). Pero' la cosa strana e' che, visto che qui tutto gira, ti sembrerebbe logico che tutto debba funzionare anche in Italia. Guardo allora la posta a lavoro e tutto tace, nel blog solo Pale mi sta dietro e mi scrive una moltitudine di fesserie (grazie Pale, continua, che mi tieni su!!), amici e parenti sono in giro per weekend fuori porta.
Ho scoperto oggi che nella Old City di Be'er-Sheva c'e' una chiesa Cristiana (forse Ortodossa, non credo Cattolica). La funzione si svolge il sabato pomeriggio. E' divertente questa coincidenza: la Messa e' nel giorno di riposo per loro e per noi e' gia' quella prefestiva, quindi "vale per la domenica". Una meraviglia! Se facessero la funzione di domenica, nessuno vi andrebbe. Del resto, ammesso che siate praticanti, voi andreste a Messa il lunedi' mattina? Mah... Sabato prossimo cerchero' di farvi un salto!!
Ieri sono stato tutto il giorno qui in universita' a lavorare. Eravamo pochissimi e grazie al silenzio sono andato abbastanza avanti. Al ritorno, abbiamo preparato un'ottima cena con Clemente, il prof. con cui condivido l'appartamentino. Fusilli al pesto, pomodori, carne e frutta. Qui speziano tutto e pertanto pure la carne aveva il gusto di una spezia che potrebbe essere cumino o coriandolo o chissa' cos'altro!
Quando oggi ho raccontato a Zhe (che si dice Ge', ma e' meglio chiamarlo Jack) che ieri non sono morto di fame semplicemente perche' mi sono cucinato la cena, lui mi ha guardato sbigottito: mi ha confessato che ieri ha mangiato poco perche' non sa cucinare e qui non si trova nulla aperto, neanche se si prega per la manna. Caspita, lo avessi saputo in tempo, l'avrei invitato a cena offrendogli un involtino primavera (penso che Clemente non avrebbe avuto nulla in contario).
Ho scoperto una cosa divertente sul funzionamento della mia mente, e' probabile che funzionino cosi' anche le vostre.
Quando prendi in mano un foglio scritto, senza leggerlo ma solo guardando la formattazione del testo, sei spinto a volgerlo in modo che l'allineamento del testo sia a sinistra. Anche per un testo giustificato, la mente fa in modo che le linee "mozze" siano allineate a sinistra. Piu' di una volta mi son ritrovato qui in Israele a girare il foglio al contrario: questo perche' e' tutto allineato a destra!
Morale: la mente e' spinta a girare il foglio secondo l'allineamento del testo, piuttosto che secondo la disposizione dei caratteri, che e' una cosa di cui ci si accorge in seguito, cioe' quando si va a leggere il foglio!!! (Psichiatri/psicologi... ci ho azzeccato??)
Ne approfitto per postare qui qualche foto dell'appartamentino. E' piccolino, ma ci si sta benissimo. Vi e' tutto, dall'aria condizionata, alla TV satellitare, dalle piastre per cucinare, al microonde e al frigo (persino enorme per due).
Come vi avevo accennato, il satellite prende solo Canale 5. Mi sembra di essere come i miei genitori da piccoli, che avevano solo un canale... ma scommetto che quello era di migliore qualita'! E cosi' ci si butta sulla BBC, la CNN o su Eurosport. Vediamo se stasera riusciro' a seguire il GP.
Oggi e' l'ultimo giorno qui per Jack, abbiamo fatto due foto che trovate in fondo allo slideshow. Ora e' andato a casa: ha voluto che gli dicessi quali posti visitare in Italia. Gli ho proposto Trofarello, Barcellona Pozzo di Gotto e Mestre... Non so se ci ho azzeccato!
A parte gli scherzi, vorrei coinvolgervi proponendovi di stilare la vostra classifica dei posti piu' belli in Italia divisi in mare, montagna e citta'/paesi.
I miei sono:
MARE: Costa Smeralda, San Vito lo Capo, Santa Maria di Leuca
MONTAGNA: Dolomiti, Val D'Ega (montagne attigue), Monviso, Val Ferret
CITTA'/PAESI: Torino, Firenze, Venezia, Roma, San Gimignano
Ok Guys, it's time to work now!
See you ASAP, I'll wait for your comments, right?
Have a nice weekend,
bye,
Marco
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Marco
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domenica, giugno 17, 2007
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III Giorno: Cartina di Be'er-Sheva e giro in citta'
Carissimi,
per rispondere a Pale che voleva capire esattamente dove fossi. Se guardate lo slideshow, Be'er-Sheva (scritto da GoogleEarth Beer-Sheba non so come mai, forse quelli di Google sono dell'Inter...), si trova nel centro d'Israele, in mezzo alla parte settentrionale del Deserto del Negev.
Sono a circa un'oretta dal Mar Morto (bus), a un'oretta e mezzo da Gerusalemme (bus) e un'oretta e dieci da Tel Aviv (treno). Non so quanto ci metterei ad andare a Gaza, ma non ci tengo neache a saperlo.
Le ultime due cartine indicano la zona in cui mi trovi io, ovvero quella nord. Ho cerchiato in rosso l'universita' (al centro) e il dormitorio (a lato), mentre i piccoli pallini gialli sono la mia stanza e l'ufficio. E' tutto molto a portata di mano: nel campus ci sono post office, banca, ristoranti e un sacco di giardini.
Questa zona e' per noi atipica, mi ricorda molto Sarajevo con gli ampi vialoni, di sera mal illuminati!
Verso il centro si trovano invece i grattacieli e la zona vecchia che ancora non ho visitato. A sud, ogni giovedi' fanno il mercato dei beduini, che arrivano dal deserto, sono molto curioso di vedere com'e'. Dicono sia caratteristico!!!
Stanotte, molte sirene di ambulanza. Sono vicino all'ospedale (vedi cartina) e suppongo che siano arrivati feriti da Gaza. Per il resto, la notizia della presa di Gaza da parte di Hamas qui non desta preoccupazioni. Vedremo domenica, giorno in cui incontrero' Shlomi, chiedero' a lui un parere sulle ripercussioni che questa faccenda avra' su Israele!
Oggi, venerdi', cosa sto facendo?
Sveglia presto e giro alla ricerca di un bancomat: devo pagare la stanza in contanti (qui la posta non ha l'ATM) e si preleva solo una piccola somma al giorno. Insomma, per pagare la stanza, dovro' fare 800 prelievi in 800 giorni diversi... Vabbe'... Ne ho pero' approfittato per girare un po' per le strade e potete vedere qualche foto nel post di ieri.
40 gradi di sole si sentono tutti sulla testa! Sono tornato in camera che grondavo... come si dice "grondare sudore" in inglese?
Beh, oggi sto sperimentando cosa significa il sabato in Israele (gia' dal venerdi'). Non c'e' gia' piu' nessuno in universita', il ristorante mi ha chiuso la porta in faccia dopo avermi dato un panino di fretta e domani dovro' entrare scanzando le balle di fieno rotolanti perche' qui sara' il farwest desolato...
Mi starete chiedendo perche' non faccia pure io vacanza. Fondamentalmente perche' vorrei lavorare un po', almeno mezza giornata, per ammutolire le male lingue che continuano a sostenere che sono qui per turismo. C'e' pure chi pensa che sia qui per fare lo studentello e seguire qualche corso, invece che per collaborare con un professore.
Insomma, al diavolo le male lingue, vi smentiro' con un bell'articolo!!!
Torno a lavorare, ci sentiamo presto,
buon weekend a tutti, un abbraccio,
Marco
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Marco
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venerdì, giugno 15, 2007
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