Carissimi,
volendo dar seguito all'illazione del prode Giulio, secondo il quale dalle foto si vedrebbe un mio gonfiarmi repentino, sono qui a giustificare la quantita' di cibo ingurgitato con le lunghe, estenuanti e pertanto energeticamente provanti, camminate alle quali Paola mi sottopone!
Ebbene, volendo parlare di camminate, stamane possiamo raccontarvi di aver fatto molti kilometri, ma senza stancarci. Dopo una notte passata ad imprecare contro 3 sgualdrinelle sedicenni appena arrivate, che hanno scambiato il silenzioso (fino a ieri) ostello per una discoteca e pertanto tenuto musica alta in camera fino all'una, ora in cui hanno deciso di recarsi (pressoche' nude) nella discoteca qui vicino al ponte, dopo dunque una notte di questo genere (perche' altro casino si e' sentito al loro rientro verso le 6, con porte sbattute e risa da ubriache), ci siamo svegliati (o meglio, ci siamo alzati) di buon'ora perche' avevamo in programma alcune visite dai tempi serrati, che pertanto non permettevano perdite di tempo.
Fatte fuori le ultime crostatine e gli ultimi intruglietti che siamo riusciti a farci grazie al bollitore, scendiamo per strada alla volta del ponte Carlo, direzione Palazzo Reale. L'ascesa mi fa sudare e il leit motiv della maglietta fradicia mi accompagnera' per il resto del giorno! Visitiamo pertanto con la dovuta solerzia il palazzo reale e quanto ci rimane da visitare da ieri (sensazionale che qui i biglietti valgano due giorni, in modo da poter fare tutto con la massima calma), per poi catapultarci verso il ponte Cechov perche' alle 12.00 parte la crociera tanto sospirata.
Dovete sapere che rincorriamo questa crociera da giorni: volevamo inizialmente fare quella di sera, ma ogni sera qui ha sempre diluviato. Oggi ci siamo impuntati sul fare almeno quella a pranzo. Prendiamo il biglietto e mai danaro fu ben speso. Sebbene il pranzo a buffet lasci il tempo che trova, la crociera si rivela dolce e romantica, permettendoci di assaporare una Praga differente da quello che normalmente si vede. Poco ci hanno scomposto le gocce di pioggia, che abbiamo salutato seduti su una panca del battello scoperto, sotto il nostro pratico ombrellino arancione, regalo e ricordo di cari amici politecnici!
Conclusa la crociera, durante la quale aveva pesino fatto capolino il sole, ci siamo diretti al ponte Carlo per comprare un souvenir che potrete trovare un giorno in casa nostra... Non facciamo in tempo a sceglierlo e comprarlo che viene giu' il finimondo. Di corsa sul ponte Carlo, mentre ci si affretta verso casa, Paola e' intenta a difendere dall'acqua il prezioso souvenir, infilandoselo sotto la maglia: con una mano tiene l'ombrello, con l'altra la borsa, la pioggia aumenta sempre piu' e si sente pure dire da Marco "Presto, presto! Passami la macchina fotografica!"... La risposta data non si puo' qui ripetere! Infine guadagniamo finalmente casa, mentre la solita maglietta di Marco, gia' provata dal sudore della mattina, si prende tutta la pioggia possibile e immaginabile, soprattutto perche' lo sciagurato, incurante del nubifragio che si sta abbattendo su di lui, continua imperterrito a scattare foto! Per fortuna l'ostello e' a 30 metri dal ponte, quindi siamo salvi in breve!
Passeremo il pomeriggio a leggere e a dormire, data la notte brava (vissuta a danno nostra da altre...)
Tre chicche in questa giornata sono:
1. la mattina presto, prima di uscire alla volta del palazzo reale, Marco ha l'idea idiota di spostare lo stendino (sapete quello con le due ali che si aprono) contro la porta delle 3 di cui sopra, con una delle due ali appoggiate alla porta. Ci saremmo crogiolati per il resto della giornata al pensiero che, alla prima che avrebbe aperto la porta, le sarebbe caduto in testa il braccio dello stendino. Al ritorno abbiamo lanciato sguardi in cerca di bernoccoli, ma il phard era troppo spesso su ognuna per scovarne minima traccia.
2. La seconda e la terza chicca riguardano Paola. Stamattina, Marco si sveglia premuroso e prepara la colazione per entrambi. Si avvicina al letto per svegliare dolcemente Paola la quale, dopo una notte passata a dormire con i tappi per contrastare il russo di Marco e il baccano delle 3 broccole-col-bernoccolo, pensa bene di sollevarsi energicamente e sbattergli il piumone addosso, facendogli la doccia di caffe' caldo. Il self control di Marco qui guadagna immantinentemente 10000000 punti.
3. L'ulteriore chicca della signorina Oss Emer avviene al suo risveglio dopo un pomeriggio di sonno, quando, ancora nel dormiveglia, farfuglia una frase senza un apparente senso ad un Marco lettore del suo romanzo di mare. Premuroso Marco gli si avvicina a 40cm circa con la faccia pensierosa e interrogativa, accennando un "Eh?", quando Paola schiude gli occhi lanciando un urlo terrorizzato, neanche avesse visto la faccia di ET vestito da carnevale. Marco fa un balzo indietro imbracciando una calibro 38, deciso a farla (Paola) finita, quando il self control si rifa' avanti, guadagnando in un istante altri 10000000 punti di benemerenza!!!
Il resto della serata si trascorre alla ricerca di souvenir (secondo la versione di Paola) e alla ricerca di psicofarmaci per Paola (secondo la versione di Marco). Finito il giro perlustrativo, si prova l'ultimo locale, molto informale e dall'ottimo menu', nel quale Paola ormai da' prova di saper bere birra senza storcere il naso e Marco (con l'aiuto della PsicoPaola) che dichiara guerra con vittoria (alata) ad una mezza anatra con crauti dal sapore di-vino!
Concluso il romanzo (Marco), calmati i nervi (Paola), entrambi ci si ritira per deliberare!
Un abbraccio,
PsicoPaola & il suo PsicoFarMarco
Quinto giorno a Praga!
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Marco
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domenica, agosto 12, 2007
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Quarto giorno a Praga!
Carissimi,
la giornata inizia tardi: forse Marco ha sognato tutta la notte grigliate di carne e boccali di birra e non ha smesso un minuto di russare, a discapito di Paola che ha dovuto recuperare almeno qualche ora di sonno la mattina, mentre il riposato Marco leggeva le esternazioni di Domenech.
Stancamente verso mezzogiorno ci si avvia su ponte Carlo, verso la chiesa di San Nicola (un'altra), dal barocco bello e sfarzoso.
Vista l'ora non perdiamo l'occasione di infilarci in uno scantinato dal nome invitante (Steak House), con l'obiettivo di rendere ancora piu' difficile la salita pomeridiana al castello.
Pagato il conto rigorosamente cash, entriamo nei giardini reali, e attraverso viti e roseti, raggiungiamo il castello vero e proprio (che non visiteremo). In realta', grazie ad un biglietto cumulativo che dura due giorni, possiamo visitare la stupenda chiesa di San Vito, il convento delle monache (ormai sede di una mostra di manierismo boemo) e la parte di storia del castello!
Ci riserviamo per domani il secondo round: ovvero castello e annessi!!
Appena usciamo inizia a tuonare e a piovere fitto. Siamo su una collina, a un buon chilometro da qualsiasi riparo: mettendoci l'anima in pace e con due mini ombrelli, ci muoviamo verso il fiume, sul quale avevamo una mezza intenzione di fare una gita in barca. Anch'essa rimandata a domani!
Ci concediamo allora un'ultima corsa verso un souvenir che noterete adornera' la nostra casa e proviamo un nuovo ristorante. Sara' gradita la zuppa calda (quasi fosse Natale, mentre e' il 10 agosto, quindi auguri a tutti i Lorenzi) e uno stinco di porco da condividere, cucinato in birra scura, che non si rifiuta mai a nessuno!!!
Barcollanti e fradici si torna a casa e, prima di ritirarci per deliberare, un pensiero a tutti voi che ci seguite da lontano e che non vedevate l'ora di leggere queste righe sconnesse!!!
Un abbraccio,
Paola & lo stinco
Marco & la zuppa
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venerdì, agosto 10, 2007
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Terzo giorno a Praga
Carissimi,
eccoci di nuovo a raccontare le nostre peripezie! Oggi siamo stati in giro per le vie della Citta' Vecchia. Dopo un caffe' di dubbia qualita' (nonostante tu lo chieda short e loro ribadiscano "piccolo!", te lo portano very long), i nostri passi ci conducono in una piazza vertiginosamente bella nella quale visitiamo a rotazione il municipio (con l'orologio astronomico e la torre), la chiesa di San Nicola e il tempio di Tyn. Chicca di questo giorno e' l'assoluta incapacita' di Paola di ascoltare le spiegazioni della guida, mentre e' intenta a fare foto! Si perdera' molte notizie su Kafka (pallosissime per la verita'...) e molto altro!
Il pomeriggio volgera' al brutto tempo, quindi, per evitare di bagnagnarci, diveniamo ferratissimi in merito a calici/bicchieri e cristalleria (i negozi di cristalli di Boemia qui abbondano). Sa mai che potra' esserci utile un giorno...
Dopo una lunga passeggiata, alla ricerca di scorci significativi, nel tardo pomeriggio il nostro lettino ci accoglie per un pisolino ristoratore, fino al momento di ritrovare un gradito vecchio amico: il pub Rudolfinus che avevamo provato la prima sera!
Questa sara' la volta di una grigliata mista di carne, che non ha nulla a che invidiare a quella di Valdellatorre!
Torniamo strisciando a casa, per leggere un po' mentre Marco lottera' ancora con 4/5 corse al bagno notturne, dovute alle due birre necessarie a buttare giu' la cena!!
Ritirandoci per deliberare, vi abbracciamo con affetto,
Paola & Marco
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Marco
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venerdì, agosto 10, 2007
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Secondo giorno a Praga
Carissimi,
la giornata oggi e' iniziata molto tardi e lo stinco di porco ancora e' ben presente nella mente e nel corpo!
Paola oggi ha il compito di guidare la ciurma verso il primo vero giro di Praga. Destinazione: quartiere ebraico!
Nonostante il caldo insopportabile, i nostri occhi sono affascinati dalle case, dalle facciate spettacolari, sormontate spesso da tetti con guglie e mansarde. Il nostro obiettivo e' di visitare la sinagoga piu' importante della citta' e il famoso cimitero ebraico! Facendo il primo biglietto, pero', scopriamo che abbiamo diritto di visitare una serie di altri luoghi del culto ebraico... e allora inizia il tour! Marco si e' dovuto mettere la kipah in ognuno di questi luoghi. Il piu' interessante di tutti e' stato certamente il cimitero, dove un ammasso di lapidi con iscrizioni ormai cancellate dal tempo ricordavano un po' il Pere Lachaise di Parigi.
Dopo un pranzo veloce, logorati dal lungo cammino, ci dirigiamo verso un grande magazzino per fare qualche acquisto: troviamo delle camicie a 60 corone... un rapido calcolo (2 euro) ci fa capire che potremmo sbilanciarci a prenderne una dozzina!
Usciamo dal supermercato con due camicie nuove di pacca, qualche bottiglia di liquidi da bere, due gelati e delle merendine ("...per quando ci viene fame!" Paola dixit).
Non stanchi del giro svolto, ci avventuriamo sul lungo fiume, dal quale deviamo per un museo insolito: strumenti di tortura medioevali! Fieri di questa parte di storia della chiesa (???), ci ritiriamo per riposarci in camera!
La sera ci vedra' ospiti di un ristorantino dalla cucina sopraffina ( http://uzlatehotygra.cz/uvod.htm) e protagonisti di un'ultima passeggiata, mentre il tempo comincia a rinfrescare, grazie a qualche goccia di pioggia!
Vogliamo pero' lasciarvi con una massima, che ha lasciato tutti di stucco. Paola si cimenta nell'inglese, ordinando addirittura "two coffee" alla cameriera. Corretta bonariamente da Marco sulla mancanza della 's' plurale, impertinente risponde: "Ma tu in italiano, mica ordini due caffi'!"
Di fronte a cotale sfoggio di saggezza, nulla puo' il pover'uomo, che, anche questa sera, decide di ritirarsi per deliberare!!!
Un abbraccio a tutti,
Marco & Paola (caffi')
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Marco
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giovedì, agosto 09, 2007
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Primo giorno a Praga
Carissimi,
dopo il ritorno da Israele, una scuola di dottorato a Bressanone (che non sono mai riuscito a raccontare) e il temuto (ma bellissimo) Campo di Gruppo, finalmente l'agognata vacanza!
E' con sommo piacere che condivido con l'esimia Paolina la stesura (a doppia mano, immaginate il casino nel dover digitare una lettera ciascuno :-)) dei prossimi post da Praga!!!
La vacanza ha finalmente avuto inizio stamattina, quando alle ore 11 circa, ci mettiamo in viaggio per Milano Malpensa. Mai la fida 147 si e' presentata tanto vuota: la tirchiaggine ci porta a comprimere i nostri bagagli in due miseri zainetti da portare con noi sull'aereo, visto che con l'Easyjet trasportare il bagaglio in stiva costa ben 15 euro!!! ... per poi farcelo perdere, come si sente in questi giorni!!!
Arriviamo puntuali, ma la fila per il check-in di circa 1 ora e il cambio valuta, il controllo sicurezza e quello passaporti di un'altra ora e mezzo, ci fanno arrivare per ultimi all'imbocco del gate, quando gia' stavano annunciando i nostri nomi! Che figura di m...
Ci imbarchiamo, i posti a sedere non sono vicini, ma saremo divisi dal corridoio. Questo conservera' (durante il decollo, i vuoti d'aria e l'atterraggio) intatta la mano di Marco, altrimenti stritolata dalle unghie dell'impaurita Paola!
Il volo vola in un attimo e a Praga non dobbiamo neanche aspettare i bagagli. Usciti dall'areoporto cerchiamo di capire come fare due biglietti del pullman: ci sono 8 tariffe diverse tutte scritte in ceco, e le macchinette accettano solo monete mentre noi abbiamo banconote da 10 volte tanto! E' li' che scatta il colpo di genio di Paolina: abbiamo trovato un distributore di bevande che accetta sia corone che euro, noi infiliamo euro e riceviamo corone di resto!
Preso il bus 119 e, di seguito, la linea 1 verde, ci troviamo nel centro di Praga, vicini a Charles Bridge che passa sul fiume Moldava, Vistola o Elba... ancora non avevamo capito bene di quale si trattasse. Marco ipotizzava anche il Nilo, ma non ci avrebbe scommesso la sua Alfa... (meglio per lui...)! Dopo qualche peripezia per trovare l'ostello (secondo l'ufficio informazioni non esisteva un ostello con questo nome!), tutti sudati e accaldati ci ritroviamo davanti ad un portone in legno! Ci accoglie una ragazza che ci porta al terzo piano (senza ascensore), dove, in una mansardina tutta ristrutturata, ci attende la nostra camera! Il luogo e' confortevole, pulito, nuovo. La stanza ha gli abbaini e sulle pareti si stende un cimitero di insetti spiaccicati dai precedenti inquilini. Si vedono i tetti delle altre case in lontananza e c'e' il bagno in comune con vasca e lavatrice. La useremo mai?? Mah! Siamo nel pieno centro di Praga a due passi da Charles Bridge e abbiamo uno stupendo bollitore in camera, il tutto ad un prezzo irrisorio: cosa vogliamo di piu' dalla vita? DORMIRE!!!!
Dopo un sonno ristoratore, la pancia inizia a richiamare la nostra attenzione, ormai insoddisfatta del misero panino ingurgitato a Malpensa! Chiediamo consiglio su un posto tipicamente ceco e ci ritroviamo in una bettola: Rudolfinum House. La serata, come testimoniano le foto, prevedera' un veloce assaggio di insalata, mentre sulla distanza realizza i piu' reconditi sogni di Marco: uno stinco di porco accoltellato da sapienti chef fa la sua comparsa sul desco, scelto a caso da un menu' assolutamente incomprensibile. A Paola e' toccato in sorte uno spezzatino di vitello con il gulash, piatto certamente piu' pertinente al tipo di persona!
Insomma, al grido: Lasciate ogni speranza voi dietologi... ci facciamo sotto e il risultato finale, bisogna ammetterlo, e' a favore dello stinco di porco, che resiste ai ripetuti attacchi di Marco, il quale deve desistere di fronte all'ennesimo anfratto colmo di carne che gli si para davanti sollevando l'ultimo lembo di pelle!!
Unica consolazione e' il doppio boccale di birra Urquell, che viene a costare meno dei due bicchieri di acqua di Paola che, tirchia com'e', sta pensando di convertirsi all'alcool pur di risparmiare 10 corone!!!
Stremati dal cibo, ci si ritira per deliberare!!!
Un abbraccio a tutti,
Marco & Paola
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Marco
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martedì, agosto 07, 2007
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XIX Giorno: Gerusalemme!
Carissimi,
raccontare i due giorni passati a Gerusalemme mi spaventa, perche’:
1. e’ stata lunga, quindi temo la lunghezza del post
2. e’ stata complessa, quindi rischio di non essere rigoroso, ne’ completo
3. e’ stata intima, quindi non so quanto raccontare, ne’ quanto tacere.
Tutto questo per dire: prendete questo racconto con la relativa cautela! E’ la visita a Gerusalemme di un finto pellegrino che ha cercato di assaporare al meglio una citta’ che si visita in diversi giorni, non in poche ore!
Il viaggio!
Sveglia ore 6.50, colazione, doccia, chiusura valigia, vestizione, chiusura casa, lancio dell’immondizia nel cassonetto cercando di non beccare i gatti pronti a farne mambassa, corsa verso la fermata del pullman, il pullman 470 della Egged arriva nel mio stesso istante, pago da studente l’equivalente di 6 euro e mi volto per trovare posto: un delirio di persone. Tantissimi soldati, alcuni seduti a terra con tanto di valigie in mezzo al passaggio. Uno mi cede il posto e mi sento un po’ nonnetta, ma non vuole sentire storie; forse qui vige la legge non scritta che i militari sono galanti con tutti, non solo con donne/anziani/bambini. Mi siedo vicino al suo collega che ha sulle gambe un lancia fumogeni o un mini bazooka da apprendista. Ad ogni modo, visto il calibro, mi sento subito sicuro!
Viaggio comodo, aria condizionata a manetta, sudore che mi si ghiaccia addosso e non c’e’ neanche il Pier Paolo di turno che mi chiede se voglio cambiarmi la maglietta! Mi sento perso! :-p
Arrivo!
Scendo dall’autobus, passo il controllo dei bagagli con il metal detector (tra l’altro sui metal detector c’e’ scritto, per gli Ebrei piu’ ortodossi, che l’autorita’ rabbinica ha decretato non essere peccato passare dal metal detector il sabato. Lo stesso messaggio lo trovero’ nel pomeriggio vicino al Muro del Pianto. Saro’ maligno nel pensare ad una scelta di comodo? Altrimenti risulterebbero prigioneri di se stessi? Pensate, il Muro del Pianto deserto il sabato? Avranno pensato che questo fosse piu’ sacrilego del passare in mezzo ad un campo di onde elettromagnetiche...
By the way, passo il controllo e via a prendere il bus per il Jaffa Gate. Quale sara’? Mi indicano il 30, si sono sbagliati solo di 10 numeri, in realta’ mi serve prendere il 20. Ma vi devo spiegare tutto io, cavolo di Gerusaliti (o come vi chiamate...)?
Arriva il 20, salgo, pago e facciamo 20 metri, tanti quanti il numero del pullman, poi congestione totale del traffico. La gente comincia a scendere, ma io mi dico: “ ’Ndo te ne vai che non sai la strada e hai la valigia pesante come quella di Paris Hilton alle porte del carcere?” Quindi mi accuccio in un angolo, dopo dieci minuti la situazione si sblocca e si procede verso il capolinea. Sono a Jaffa Gate, l'entrata dall'omonima via alla Old City, dalla parte del quartiere cristiano/armeno!
Sudato, mi trascino la valigia e trovo Casa Nova, il luogo di ospitalita’ Francescana in cui ho prenotato.
Mi danno la camera, perfetta per un prezzo irrisorio, mi sciacquo e mollo tutto: le mie armi d’ora in poi saranno: cartina, macchina foto, cellulare, soldi e il passaporto se dovessero chiedermi qualcosa!
Primo impatto, primi luoghi!
Prima sorpresa assoluta, mentre cammino per St. Francis Street poco lontano da Casa Nova: mi si parano davanti due militari un po’ strani, un po’ stile Guardie Svizzere. Mi sorpassano ed entrano in una porticina. Guardo l’insegna: Arab Catholic Scouts. Che bello! Ho trovato subito gli scout a Gerusalemme! Che famiglia! Che bello vederli tutti in uniforme, persino con gli scarponi in coordinato!
Ma il mio buon umore termina qui! Infatti, il primo impatto con le viuzze di Gerusalemme e’ tremendo. Avevo una fifa pazzesca: alle 10.00 di mattina le viuzze di Gerusalemme sono un brulicare di persone, nessuna lingua amica, tutti che ti assalgono per venderti qualcosa, tu che cammini da solo senza capire dove sei e senza saperti orientare e che non sai dove tenere le mani per evitare fastidiosi scippi! Non puoi neanche fermarti a vedere la cartina, che ti ritrovi subito un souvenir in mano! Viuzze strette, un’odore acre di cibo cucinato con spezie particolari, estrema diffidenza (da parte mia), alla fine mi ritrovo in una via coperta piena di negozietti zeppi di roba, chiamata Cristian Quarter Road, molto simile ad un mercato coperto, stile Porta-Palazzo-Gomito-a-Gomito. Per un attimo ho pensato di vedermi uno a fianco con un coltello pronto. Ripensandoci poi, mi daro’ in continuazione dello stupido per tutto il resto della giornata!
Mi ero ripromesso la mattina a Be'er-Sheva di andar di filato al quartiere ebraico, perche’ avevo visto che il Museo Archeologico Wohl il venerdi’ e’ aperto solo di mattina! Sarebbe stata una bella opportunita’, quella di visitare dal vivo delle abitazioni del periodo erodiano, venute alla luce dopo la ricostruzione di questa zona.
Ma il Signor ha un’idea ben diversa e infatti, appena possibile, mi piazza davnti un cartello con sopra scritto: "Monastero Copto", che sapevo essere alle spalle della Basilica del Santo Sepolcro.
Pertanto devio e mi trovo alla nona stazione della via crucis (non avevo capito che ne avevo passate molte altre, me ne sarei accorto nel pomeriggio). Della via Crucis parlero’ in seguito, ricordatemelo!
Mi ritrovo quindi, senza averlo preventivato, ivi stranamente calamitato, davanti alla Basilica del Santo Sepolcro...
La Basilica del Santo Sepolcro!
... non so quante emozioni colmassero il mio cuore in quel momento, pero’ faccio difficolta’ tutt’ora a metabolizzare, dopo aver visitato quel luogo quattro volte in due giorni.
La Basilica e’ qualcosa di strano: come molti altri posti in Gerusalemme, e’ stata costruita su dei luoghi che la tradizione vuole essere quelli in cui avvennero i momenti importanti degli ultimi giorni di Cristo. Gia’ l’aver costruito sopra un luogo sacro, e’ una pratica a cui non ero abituato: un luogo sacro, lo si delimita, non gli si sovrappone nulla! Per di piu’ vi hanno costruito, senza nessun progetto, ma con l’idea che tutto andava spartito. La Basilica e’ tutto e il contrario di tutto. Luogo di profonda preghiera (non di raccoglimento, perche’ il vero raccoglimento lo trovi in altri luoghi; ad esempio, ve ne era a mio parere molto di piu’ nelle grotte di Lourdes... provate, infatti, a pregare vicino ad un ortodosso, e’ un gran casino...), ma luogo di profonda divisione!
Si pensi solo al fatto che la Basilica e’ divisa a spicchi a seconda delle controversie, dei bisticci e degli incendi che nel corso dei millenni ne hanno scandito e sancito il controllo di una confessione piuttosto che di un’altra: cristiani latini, ortodossi, copti, etiopi. Non sta a me raccontare e banalizzare queste vicende, ma rimango comunque triste e con l’amaro in bocca!
Passiamo pero’ alla parte positiva, che c’e’ ed e’ la preponderante! Pregare davanti alla rocca del calvario, inginocchiarsi davanti al Santo Sepolcro, visitare i luoghi in cui (la tradizione) dice che l’Angelo apparve alle Donne, sono sensazioni per un credente che non si possono esprimere! E’ comunque un’esperienza profonda, direi mistica. La mia preghiera ha abbracciato tutti, credo di non aver dimenticato nessuno, quindi, se per caso oggi o nei giorni seguenti dovesse girarvi bene la vita, sappiate che il Signore vi ha fatto la grazia di stendere la mano sulla vostra testa, se invece succede l’opposto, vuol dire che siete dei casi irrecuperabili!!!
Giro Tranquillo!
Passato il giusto tempo al Sepolcro, comincio ad avventurarmi per le vie del quartiere cristiano.
Seconda tappa, non preventivata, come ogni altra del resto, la chiesa Luterana. Dentro spoglia e bruttissima, ma con un un campanile maestoso. Gli studenti salgono per due Shekel (40 centesimi) e mai affare fu cosi’ grande! Mi trovo sulla cima della torre campanaria a godere di una vista impareggiabile. Si vedono benissimo tutti i quartieri della citta’ vecchia! Strabiliante! Faccio compagnia ai piccioni per un po’, poi scendo!
Sono nel Muristan, esagono di vie che convergono in una fontana centrale e luogo pieno di... provate ad indovinare? Bancarelle, of course!
La fame mi porta da un kebabbaro li’ accanto che me ne fa uno arrotolato in pita-bread spettacolare. Nonostante avesse carne di montone, quindi fosse dal gusto bello deciso, e’ calato alla grande! Tornero’ per una merenda da questo tizio, che al mio ritorno subito si ricordera’ facendomi assaggiare un altro tipo di kebab in pita-bread ma con un hamburger misto carne e verdure. Una leccornia cari miei!
Mi addentro in Cristian Quarter Road e mi ferma un gioielliere arabo che scopre la mia nazionalita' italiana. Comincia a parlarmi in italiano, mostrando che sta imparando la ligua, allora facciamo due chiacchiere, poi mi invita a sedermi e mi offre un the caldissimo con zucchero, tirando fuori un quadernino. E' bellissimo vedere come si fosse scritto tutte le frasi in italiano (da destra verso sinistra) ma translitterate in arabo! Mi chiede di correggergli la pronuncia e di tradurgliene altre dall'inglese! Poi mi lascia andare, dopo aver insistito invano nel convincermi a comprare dei gioielli!
Obiettivo adesso e’ capire come si dipana la Via Crucis. Anche qui scopriro’ che tutto si mischia, come nel Santo Sepolcro. Infatti la Via Crucis parte dal quartiere musulmano, si srotola in una via piena di negozi musulmani vocianti e sale verso il quartiere cristiano e il Santo Sepolcro! Per il momento la percorro al contrario, Gesu’ prima si rialza e poi cade, prima muore e poi viene messo in croce, insomma, se non avessi abbastanza presente lo svolgersi della vicenda, andrei in ulteriore panico.
Visito pertanto le varie stazioni, ognuna con un’edicola o una cappella, finche’ ormai lontano dal frastuono musulmano, arrivo al Convento della Flagellazione, dove Pilato disse: “Ecce Homo”, lavandosi le mani.
Con una simpatica guida sdentata e improvvisata, entro a visitare le fondamenta del Convento (anche qui stesso discorso, costruire un convento su un luogo cosi' importante come la Fortezza Antonia). La visita e’ spettacolare: vi sono i resti della Fortezza, cioe’ di dove vivevano i Romani occupanti Gerusalemme, vi e’ la grande cisterna che serviva al Tempio ebraico per le normali pratiche quotidiane, vi sono i resti del pulpito da cui, secondo tradizione, Pilato consegno’ alla folla Barabba, chiedendo di flagellare Cristo. C’e’ una comitiva di orientali cattolici. E’ sorprendente, cantano nella loro lingua (cin cun cin cin), quel canto di Taize’ che e’ comunemente intitolato Jesus le Christ, Lumière Interieure!
Giro convulso!
E’ primo pomeriggio ancora, ho molte energie! Per questo decido di buttarmi nella baraonda e mi faccio tutta la via El Wad che dalla via Dolorosa porta in salita verso la Porta di Damasco. Un turbinio di gente, di voci, di bancarelle musulmane, molto piu’ casiniste di quelle del quartiere cristiano. Ormai ogni paura e’ scomparsa, ho capito che non c’e’ da preoccuparsi, il corpo e la mente si sono abituati a tutto questo. Ho ancora timore di urtare la sensibilita’ di qualcuno facendo foto, pertanto me ne concedo qualcuna alle bancarelle piu’ colorate (spezie, ortaggi, frutta, vestiti), senza farmi vedere!!!
Mentre cammino penso a Sarajevo: anch’essa citta’ ricettacolo di culture, che ha pagato con morte e distruzione l’incapacita’ di convivenza. Qui pure ci sono stati morti, anche se adesso meno. Non fosse per i fondamentalisti, a me sembra che qui le varie popolazioni convivano, senza quasi cagarsi. In apparente tranquillita’.
Dalla porta di Damasco, ripercorro la via El-Wad in discesa fino al quartiere Ebraico e al Muro del Pianto.
Il quartiere Ebraico!
Qui il mio camminare si fa piu' lento e meditativo. Dopo aver passato i controlli, in cui il milite, avendo saputo che sono di Torino mi chiede se sia pure gobbo... mi ritrovo nella Western Wall Plaza, al cui fondo c’e’ il Muro del Pianto!
Molta gente qui prega, e’ quasi Shabbat, riesco ad avvicinarmi al muro e guardo gli ebrei pregare da lontano, senza entrare nella zona riservata alla preghiera, sebbene, mettendomi una Kipa, potrei oltrepassare il cancello senza ostruzione.
La contraddizione e’ proprio il fatto che in basso ci sono gli ebrei che pregano sul muro di cinta di una proprieta’ musulmana. E sembra che non succeda mai nulla in questo punto. E’ come se dal secondo anello di uno stadio in Italia non buttassero mai nulla a quelli sotto del primo anello. Vi sembra una cosa verosimile? Qui l’inverosimile, acquista credibilita’...
Il quartiere ebraico e’ un dedalo di viuzze ma non mi lascia il segno. Architettura molto moderna, squadrata e poco affascinante. Risalgo le vie piene di gioiellerie e cambiavalute e mi ritrovo nel quartiere armeno e in una via, chiamata David Street, davvero colorata. Sono di nuovo nel quartiere Cristiano e sono alla ricerca dello spuntino pomeridiano. Arrivo dal mio amico kebabbaro, trangugio il secondo tipo di Kebab, contrattando sul prezzo perche’ ormai sono con pochi spiccoli e mi dirigo, non so perche’, verso un luogo che la carta non indica come interessante.
Fuori le mura!
Mi ritrovo a camminare nel quartiere armeno e ad uscire dalle mura della citta’ vecchia. Non so spinto da cosa, forse da una frase sentita in inglese, sembra che da questa parte ci sia il museo della Shoah. Ebbene, lo trovo, ma e’ chiuso, pero’ osservando attentamente i cartelli sono arrivato in un posto assolutamente inaspettato: scopro di essere nel luogo in cui (sempre secondo tradizione), Cristo consumo' l'ultima cena con i suoi: il Cenacolo.
Mentre visito il luogo mi dico: “ Le possibilita’ sono 3:
1. Il Signore ti ha guidato con mano sapiente e ti ha fatto visitare tutti i luoghi piu’ interessanti della Cristianita’ a Gerusalemme (mi piace scegliere questa)
2. Vi sono talmente tanti posti da visitare, in un cosi’ piccolo fazzoletto di terra, che saresti proprio un idiota a non incapparci.
3. La maggior parte dei luoghi che hai visitato sono falsi e ti hanno solo scippato un sacco di soldi... (la meno gratificante ma non la meno verosimile)
Ultimo Giro!
Ritornato all’interno delle mura, faccio ancora in tempo a girare per le viuzze del quartiere Armeno sconfinando in un quartiere Ebraico ormai silenzioso, per giungere alla chiesa di San Marco. Nella chiesa a me personalmente dedicata :-p e’ in atto una celebrazione ortodossa, simile ad una a cui ho assistito a Pasqua di quest’anno a Torino. Entro, mi prendo una fraccata di incenso, ascolto un po’ e poi mi allontano. E’ giunta l’ora di un ultimo momento di raccogliemento al Santo Sepolcro e poi via in camera per una doccia e un po’ di nanna!
La sera si conclude con una cena molto abbondante presso Casa Nova, nella quale ho la fortuna di cenare con 4 signori di Rimini, i quali hanno costituito un’associazione noprofit che fornisce aiuto a vario titolo alla gente qui.
In questo periodo sono a Gerusalemme per aiutare i Francescani a catalogare dei libri in una biblioteca, altre volte sono venuti a portare dei macchinari medici che in Italia consideriamo in disuso ma che qui fanno ancora il loro dovere! Complimenti!
Dopo cena, una passeggiata serale fino al Santo Sepolcro dove mi raccolgo (finalmente nel silenzio) a pregare sulla tomba di Gesu’ e poi, visto che alle 21 la Basilica chiude, ultimo giro fuori le mura, guardando la citta’ da fuori, mentre la luna piena si specchia nei tetti di questa citta’ unica, particolare, esaltante, contraddittoria, che ti folgora e non ti stanca!
Secondo giorno a Gerusalemme!
Il giorno dopo, per caso mi metto la sveglia alle 8.30. Scendo per colazione e scopro che alle 8.30 la colazione termina (mamma che orari) e sono costretto ad elemosinare del pane e un po' di burro e marmellata. Che figura!!! Finisco alle 8.55 e chiedo al receptionist: Quando devo liberare la camera? Alle 9.00? Ahhhhhhhhhh... Di corsa su a rifarmi la valigia e a liberare la camera!!
Mi ritrovo alle 9.20 pronto nella hall per partire. Ma il mio sherut (taxi collettivo) sara' alle 11.45. E ora?
Me la prendo comoda allora per una preghiera mattutina al Santo Sepolcro e un giro per souvenir, durante il quale faccio fuori il misto di euro/dollari/shekel che ancora ho in tasca con l'acquisto di un oggetto prezioso e significativo per me e Paola. E' probabile che un giorno, chi bazzichera' a casa nostra, lo riconoscera'!!!
Il pomeriggio lo passero' ai controlli di sicurezza dell'aeroporto, in cui mi perquisiranno ogni cosa e molto a fondo e ad usufruire della connessione wireless gratuita della sala attesa in attesa del volo che mi riportera' ad abbracciare i cari a Torino!!
Un abbraccio meritorio a tutti coloro che sono riusciti ad arrivare fino alla fine e a condividere con me le emozioni di quest'avventura fantastica!!!
Un grazie sincero,
Marco
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Marco
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sabato, giugno 30, 2007
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XVII Giorno: Ultimo Giorno a Be'er-Sheva
Carissimi,
oggi e' il mio ultimo giorno a Be'er-Sheva. Non ho foto da mostrarvi ma solo qualche riflessione!
Domani partiro' alla volta di Gerusalemme, che visitero' venerdi' e sabato mattina, per poi partire alla volta del Ben Gurion Airport di Tel Aviv.
Qui tutto si avvia alla conclusione. Ieri ho avuto l'ultimo incontro con Shlomi, abbiamo definito gli ultimi dettagli dell'articolo che stiamo scrivendo e abbiamo impostato le idee per il successivo. Continueremo il lungo lavoro di calcoli e simulazioni a distanza, sentendoci tramite email e Skype.
Cosa ho fatto oggi?
1. riconsegnato le chiavi dell'ufficio
2. salutato Debbie
3. ritirato la lettera con la quale Shlomi certifica che sono stato da lui (dovrebbe farmi perdere meno tempo con la security in aeroporto).
4. pranzato per l'ultima volta nella mensa studenti dell'universita'
5. preso l'ultimo "Short Espresso Without Milk" al bar. Quelli del bar, ormai, si erano abituati a me! Ero l'unico a chiedere quel tipo di caffe'! Gli manchero' un pochetto... :-p
Non credo di avervi mai parlato di Debbie: una donna piena di grinta. Madre di 9 (nove, nine) figli che, ad un certo punto della propria vita, dopo aver passato anni in industria, molla tutto e si iscrive ad un Corso di Dottorato alla BGU. Shlomi e' il suo advisor! Insomma, una grande!
Tirando le somme, l'esperienza fatta vale ogni sacrificio e ogni preoccupazione (mia e di chi mi ha seguito da lontano) che e' stata superata per arrivare fino qui. Stare quasi 3 settimane in questo luogo mi ha aiutato moltissimo, come serenita', come capacita' di concentrazione e, di conseguenza, come produttivita'. Il clima e' stato favorevole in ogni senso: sia perche' caldo, ma mai afoso ne' tedioso (almeno qui, poi sul Mar Morto e' un altro discorso...), sia perche' nella gente che ho conosciuto, ho trovato persone di una brillantezza e solidita' ammirevoli.
Ho scoperto e approfondito una cultura nuova, fatta di normalita', di voglia di lavorare, di voglia di non perdere tempo dietro falsi problemi e dispute. Chi ha tempo di scendere in piazza a sparare verso il cielo con i mitra, lo faccia pure: qui invece si lavora con dignitosa costanza e abnegazione, testimoniando nella quotidianita' dei fatti che forse e' arrivato il momento di andare oltre certi atti di forza, da qualsiasi parte essi arrivino.
Inoltre, ho avuto modo di cambiare con il tempo alcune idee, alcuni stereotipi con i quali, per quanto me ne difendessi, ero giunto qui. Molti giudizi affrettati sulla gente, sulle circostanze, con il tempo si sono mitigati, sono stati meglio soppesati. L'incedere relativamente lento delle giornate (lento rispetto al turbinio della mia normale esistenza), mi ha permesso di riflettere piu' a fondo. Questa e' un'opportunita' che difficilmente mi sono trovato a gustare in altre circostanze. Quando corro nella vita, ho tempo solo per le cose necessarie, difficilmente mi soffermo su quelle utili, sulle riflessioni che riempono; quando invece sono in vacanza, mi capita di staccare il cervello e di riflettere poco. Questa situazione e' stata invece un momento ibrido, di ricchezza: mi son trovato sotto la giusta tensione perche' comunque sono venuto qui a lavorare, pero' ho svuotato la mente di molte faccende fastidiose (che posso immaginare siano ricadute su altri, quindi comunque e' doveroso ringraziare chi se ne e' fatto carico oltremare) lasciando spazio alla riflessione costruttiva!
Su cosa ho riflettuto? Diciamo cosi', non ho intenzione di affidare a questo blog le mie riflessioni piu' intime. Pero' questo non significa che non voglia condividerle con chi vorra' avvicinarsi a me per fare un po di 'strada' assieme. E' un'opportunita' bilaterale, per me e per voi: chi la vuole cogliere, sa dove trovarmi. Per gli altri, come si dice? "Amici come prima!"
Non ho mai scritto nulla in inglese nel blog, anche perche' non ne avrei le capacita', ma l'ultimo pensiero, per Shlomi, lo scrivero' cosi', sicuro che se mai dovesse esserci qualcuno tra voi in difficolta' a tradurre queste righe, intuira' comunque che vi e' espressa la mia massima gratitudine per chi ha reso possibile questa esperienza!
Finally, let me say thank you Shlomi for everything! You hosted me as better as I couldn't ask for! You and Marina gave me the opportunity to do some research, and at the same time relax my mind! This is not so easy. Don't you think so?
So, thanks for everything!
Shlomi, all the best to you and your family!
I hope we will meet again, maybe here, maybe in Turin!
Bye to everyone,
Marco
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Marco
il giorno
mercoledì, giugno 27, 2007
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