Strafalcioni, disattenzioni, figure di merda e cosa strane che mi son capitate!




E diciamolo, quanto e' piacevole fare figure demmerda? Piu' o meno come prendere un pullman in faccia? Si'...
Raccolgo in questo post, che continuero' ad aggiornare nel tempo (quindi ripassateci), tutte le mie gaffe' americane o le cose strane che in Italia mi sognerei di fare!


16/01: Sera: primo hamburger americano corredato da bibita. Pago e metto in un bicchiere sul bancone la mancia. Il bicchiere era quello con cui dovevo prendermi da bere, non il porta mance... Signora, scusi, che me ne da n'altro che questo l'ho usato per la mancia? Graaazie!!!

16/01: Lei, aprendo un conto presso di noi, ha diritto a 150 assegni, li vuole tutti? Mah... 150 possono bastare. (Segue sguardo tra il benevolo e lo sconcertato della bancaria). Il criceto fa mezzo giro e focalizzo: 150 assegni? Signora, scusi... dicevamo degli assegni? Penso ne bastino 50...

16/01: Ogni cosa che tocco in ufficio mi da la scossa. Oggi son gia' saltato 3 o 4 volte, con grassa l'ilarita' dei nuovi colleghi!

16/01: Vado a dormire alle 10:40pm. Mi sono svegliato alle 3:30am. Ho collezionato 19 ore consecutive di attivita' (cerebrale poca, come potete immaginare). Riusciro' domani mattina a svegliarmi un po' piu' tardi? Vedremo! Buona notte!

17/01: Sveglia azzeccata alle 8:30am. Per arrivare alle 9:00am in ufficio faccio le corse: il cappuccino a 99 gradi NON permette di fare le corse........ Doh!

17/01: Oggi pranzo a base di pizza, non male a parte la quantita' spropositata di ingredienti per centimetro quadrato. Dove andiamo a mangiare? Seduti per terra sul pratino spartitraffico di una Avenue...

18/01 Oggi pranzo nuovamente a base di pizza, bellamente scroccata al Wireless Lab accanto al nostro ufficio: questi ogni venerdi' fanno un happy hour e si fanno portare una trentina di pizze che puntualmente non finiscono e mettono in frigo (notare che ogni ufficio e' dotato di cucina completa, il nostro pure), e quindi viva lo scrocco che fa risparmiare dollari e viva l'America sprecona supersize!

18/01: Stasera mentre andavo a guardare una casa mi sono imbattuto nel VERO negozio di Apuh, dei Simpson!! Guardare immagine per credere!

18/01: Stasera a cena: "Signore scusi, lei e' la prima volta che mangia questo piatto?" "Si', si vede?" "Mah, abbastanza, per gustarlo al meglio deve buttare la verdura dentro il riso, altrimenti il riso da solo non sa di niente!" "Ahhh... Effettivamente non capivo l'utilita' di sto riso insipido! Grazie, ne'!"


... to be continued...


Un abbraccio a tutti,

Marco

San Francisco: here I come!




Carissimi tutti,

ben trovati dopo qualche mese di stop. Questo silenzio e’ dovuto al fatto che non ci sono stati viaggi pregni di novita’ di cui parlare, tranne qualche puntata in Sicilia, a Civitavecchia o in barca. Adesso pero’ il salto e’ grande e quindi eccomi qui a iniziare la narrazione.

Ci sarebbe da spendere qualche parolina sulla diffidenza e sulla lentezza degli americani nel consegnare o nel richiedere con tempestivita’ ogni singolo documento dei circa 30/40 necessari per l'espletamento delle pratiche del visto. Supponiamo che questo voi gia’ lo sappiate perche’ in qualche modo informati dal sottoscritto o da chi mi ha seguito da vicino in questi ultimi giorni (da luglio in realta'...), ovvero dal momento in cui abbiamo definito il periodo all’estero a quando ho messo il mio pesante deretano sull’aereo giusto!

Partenza da Torino
La mattina inizia presto, pioggerella noiosa che rende tutto un po’ etereo e sveglia che si fa attendere perche’ gli occhi si aprono prima del dovuto. Sogni confusi di viaggi improbabili di ritorno da una misteriosa guerra: lascio agli analisti qualsiasi interpretazione. Colazione, doccia, caffe’, risposta sms a chi in maniera dolce e inaspettata mi scrive all’alba per augurarmi buon viaggio e poi carico dell'auto per andare a recuperare la santa Paola che ha deciso di sua sponte di farsi la levataccia per autoinfliggersi questo supplizio del saluto aeroportuale che non auguro a nessuno (almeno se ci si trova di qua della barriera dei controlli).

A caselle il check-in e’ breve e indolore, le valigie passano senza superare il limite di peso (siamo stati abbbravi)!
Mi trovo con due valigie piene, sebbene sperassi di mettere meno roba, non solo per una questione di essenzialita’ (sempre poco incline, ahime’), quanto per la poca lungimiranza sulle dimensioni dei bagagli al ritorno. E’ doveroso lanciare subito un appello a questo proposito: chiunque avra’ la felice idea di venirmi a trovare (vitto e alloggio garantiti, purche’ io sappia chi siate :-p), dovra’ rigorosamente venire con il proprio bagaglio non pieno, affinche’ possa caricarsi non solo eventuali souvenirs e amenita’ acquistate, ma anche qualche piccola cosetta che gli/le affidero’ da portare in patria.

Nel giro di un caffe’ e un croissant, quando le lacrime stentano a rimanere salde al loro posto, incontro nell’ordine il prof. Ajmone Marsan e il prof. Naldi, esimi esempi di come il Poli (anzi la Terza Facolta’) sia sempre in movimento!
Il saluto e’ triste per chi lascia e per chi viene lasciato, ma il primo ha una carica indubbiamente positiva che gli permette di sorridere al futuro! Con questo ossimoro di sentimenti nel cuore, varco i controlli e mi trovo nella hall in attesa dell’imbarco. Qui incontro in modo inatteso colui che mi terra’ compagnia per la prima parte del viaggio. Il prof. Roberto Gaudino, altro famoso (per gli addetti ai lavori) esponenti del Gruppo TLC del nostro Dipartimento. Con Roberto ho avuto la possibilita’ di collaborare in qualita’ di rappresentante dei dottorandi nelle varie fasi relative al trasloco che ha interessato e sta ancora interessando il nostro dipartimento. Posso dire che oltre ad essere un ottimo professore per i corsi seguiti quando ero studente, e’ anche una persona disponibile e decisamente cordiale.
Ricordo che tempo fa uno studente anonimo scrisse un commento alla fine di un corso a un docente TLC, tacciandolo di tirarsela troppo, cosi’ come gli appartenenti al suo gruppo di ricerca. Immagino sia intuibile ma non ammissibile un atteggiamento del genere quando si arriva ad avere riconoscimenti in campo internazionale, pero’ mi fa piacere che ci siano ancora dei personaggi che, seppur famosi e validi dal punto di vista scientifico, riescono ad esserlo anche dal punto di vista umano. Non e’ un passaggio scontato, anzi spesso sono due caratteristiche che tendono a respingersi.

[Sono a 36000 piedi da terra e stiamo viaggiando ad una velocita’ di circa 600 miglia orarie sopra Reykiavik. Ma continuiamo con il flashback...]

Il Viaggio
Ho divagato, ve ne chiedo scusa! Il viaggio prosegue quindi in compagnia di Roberto. Si chiacchiera di corsi, di bravi docenti, ci si stupisce della lentezza nell’ottenere il visto, si sorride quando salendo sull’aereo prendo (per leggerla per l’ultima volta per i prossimi 6 mesi) La Gazzetta dello Sport!
Il viaggio passa veloce, poche turbolenze, molte montagne da vedere che spuntano come iceberg da una coltre di nubi che ci accompagna da quando decolliamo fino al confine tedesco, dove sembra che abbiano pagato per far cessare le nubi in concomitanza con l’inizio della pianura (della Ruhr? Foresta Nera? Vecchie reminescenze di quando studiavo tedesco alle medie... In realta’ in geografia sono un po’ una ciofeca!!!)
A Monaco ci si saluta (Roberto continua per Stoccolma) e a me aspettano 5 ore di attesa (11-16) prima del prossimo volo! Trovo agevolmente la strada verso il gate che mi compete (H02) e sulla strada, dopo il classico controllo passaporto, mi imbatto in una Sala di Spiritualita’ Multiconfessionale. I passi mi spingono in quella direzione: entro in una sala quadrata modernissima, dalle pareti nere sulle quali sono riportati dei passi di varie scritture, con alcuni vetri che circondano il tronco scortecciato di un albero. Una strana impressione ma comunque bel posto. Per non scontentare nessuno, hanno scontentanto tutti (hanno pensato di non mettere alcun simbolo religioso, solo l'albero per i panteisti!).
Ci sono molti libri di scritture. Trovo il Vangelo di Luca in 5/6 lingue con la prefazione affidata alla testimonianza di alcuni illustri calciatori in merito alla loro fede ritrovata: si va da Asamoah a Denilson... Che sensazione leggere il testo: una traduzione italiana orrenda, fatta probabilmente da un traduttore automatico dall’inglese (forse la CEI qui pensano sia la Commissione Episcopale Inglese) e lo stesso testo inglese sembrava scritto per un bambino di terza elementare. Insomma, ho pregato a modo mio, evitando di umiliare Luca che tanta cura ci aveva messo nel comporre la sua opera ispirata dal Signore!
Prima di uscire mi attardo a fare due cose: leggo una lettera che i miei genitori mi hanno scritto ieri sera prima di partire, che mi fa capire quanto amore e quanta rettitudine c’e’ nei loro cuori e lascio una dedica nel guestbook del luogo!

[Qui intanto e’ iniziato un film, quindi non so dove siamo, ma supponete di essere dopo l’Islanda che non sbagliate: direzione Nord/Ovest!]

Rimangono ancora 4 ore di attesa che ammazzo leggendo un bel libro sul contro interrogatorio giurisprudenziale di Carofiglio, libro che mi sono regalato tempo fa nella speranza di capire quali potrebbero essere possibili trucchi applicabili nella vita quotidiana per evitare di farsi turlupinare durante una discussione quando capita che “ti rigirino la frittata”. La lettura corre liscia tra un panino e una puntata ai servizi fino all’imbarco: l’aereo che ci ospita e’ enorme, mi cerco la mia fila 51 posto H e accanto a me si siedono un sacco di indiani d’India dal profumo speziato! Inizia il volo con la rullata che sembra al rallentatore rispetto agli aerei piccoli di linea che sono abituato a prendere normalmente. La rotta passa da Dusseldorf, Amsterdam, lambisce Aberdeen, passa sulle Falkland e a nord delle Faeroe Island per proseguire verso l’Islanda. Fuori diventa subito buio e non sarebbe cosi’ se la rotta seguisse un parallelo: ma questa non sarebbe la rotta piu’ veloce, perche’ chi ha studiato navigazione, sa che la distanza minima viene coperta correggendo spesso la rotta per assecondare la curvatura della terra (rotta ortodromica)!

[Sono le 19.35 italiane, sono passate esattamente 3 ore e poco piu’ dalla partenza e quelli della Lufthansa contano di prenderci per sfinimento. Sono gia’ passati con uno snack e da bere, poi con del caffe’, poi con bibite, poi con la cena (vegetariana per me, stile Indiana e non mi dispiace, l'unico problema per il proseguo sono i fagioli...), poi con bibite e poi con super alcolici. Io per ora non ho preso tutto, ma nonostante questo, necessito di andare in bagno!
Cosa succedera’ tra poco? Sicuramente ora devo compilare il modulo I-94 da presentare alla dogana, poi non so... ve lo raccontero’ strada facendo: mi viene in mente quel film “Balle spaziali” , nel quale in una scena viene riproposto quel che e’ avvenuto nel film, finche’ non vanno tanto avanti veloce con la videocassetta che si vedono ripresi in tempo reale.
Non avrete capito nulla, me ne scuso. Comunque, film comico molto poco istruttivo, lo consiglio a chiunque voglia farsi due risate leggere, senza aspettarsi un racconto edificante!
Beh, a dopo, vado in bagno e poi mi guardo il film!!]

Sono passati due film, il primo non ho capito cosa fosse, so solo che parlava di un bambino che diceva di provenire da Marte. Qualcuno mi sa dire il titolo?
Sul secondo sono piu’ ferrato, era Ratatouille, veramente divertente! Il topino che sa cucinare! Grandioso! Sono le 23:15 ora italiana, stiamo volando verso Calgary, sotto la Queen Elizabeth Island e mancano 2241 miglia (4:10 ore) all’arrivo! Fuori ci sono -65 gradi centigradi, siamo a 10900 metri d'altezza e corriamo a circa 995Km/h. Cosa volete sapere di piu’? La cosa divertente e’ che la gente comincia ad essere stanca, ci si muove, si va in bagno che e’ al piano di sotto, si legge in piedi, si prende da bere e da mangiare. Sono al quarto bicchiere di spremuta d’arancia e al secondo di acqua. Li sto impilando uno dentro l’altro nel portabicchiere del sedile anteriore. Mi ricorda tanto Giulio questa cosa!

Stiamo inseguendo il tramonto, prima vi ho raccontato che era notte fonda, adesso di fronte a noi c’e’ un tramonto spettacolare. Troppo divertente questa cosa! Inseguiamo il sole dopo che lui ci ha sorpassati! Tolomeo sarebbe fiero di me! Ora quasi quasi riprendo in mano il libro. Prima l’ho lasciato perche’ il cibo chiamava, ma oltre questo era un momento di forti turbolenze! Ora invece andiamo lisci lisci come l’olio! Stupendo! Il ragazzo accanto a me ha un IPod con schermo e si sta vedendo gli 80 film che si era precedentemente caricato in memoria! Tutta roba legale!!! :-p
Sappiate che tra un film e l’altro ho compilato i moduli che dovro’ presentare alla frontiera per entrare (come se non bastassero quelli che ho gia’ fornito). Tra l’altro mi si chiede se sono portatore di malattie. Ma si puo’? Certo che si, che domande! Mi chiedono anche se ho valori da dichiarare e se ho vegetali o animali con me... Tranne i soliti pidocchi, secondo voi lo devo dichiarare il chilo di caffe’ per la moka, che mi son portato?? :-p
Mancano 4 ore, torno al libro, ci si sente dopo ne’!

In Albergo!
Tutto e’ accaduto cosi’ in fretta... che non ce l’ho fatta a raccontarvi in tempo reale quel che stavo vivendo! Sono le 4am di mercoledi’16 gennaio!
Ieri, quelle “4 ore all'arrivo” sono passate con un altro pasto a base di beef (spezzatino con patate e piselli, l’alternativa era pasta con verdure......), altri cartoni animati e la lettura del libro! Fuori si vedeva un tramonto rosso spettacolare, molto piu’ carico di qualsiasi tramonto abbia finora visto. Il ragazzo accanto a me ha fatto delle belle foto e gli ho lasciato la mia email perche’ me le mandasse. E’ la prima volta che mi capita di viaggiare senza macchina foto, infatti la mia e’ rotta, ne approfitto per cercarne qui una nuova.
La discesa su San Francisco e’ mozzafiato. Scusate se racconto cose che molti fanno abitualmente, ma per me e’ stata un’emozione senza precedenti. L’aereo arriva da nord poi nella baia si avvita per due volte per perdere quota e alla fine atterra dando l’impressione di toccare l’acqua... all’improvviso sotto il sedere ti trovi la terra ferma e allora tiri un sospiro di sollievo!
Veloce a scendere, sapevo che avrei trovato coda al controllo passaporti: c’e’ un corridoio stretto e lungo che collega tutti i gate alla barriera di controllo. Mentre le facce conosciute del volo camminano a passo svelto, da un gate laterale arriva una moltitudine di asiatici appena scesi anch’essi dal loro volo: un’invasione pacifica che complica l’attesa. Mi metto in fila, arriva il mio turno, il tizio mi chiede le impronte digitali (forse per confrontarle con quelle che ho lasciato a Milano), mi fa la foto, mi chiede che ci faccio qui e quando sente che mi occupo di telecomunicazioni mi dice: Marconi, do you know? (hi no?) Io non potevo esimermi dall’esternare compiacimento verso tanto acume! Mi lascia passare con benevolenza e vado al ritiro bagagli dove mi tocca aspettare mezz’ora. Valigie eterne! Corsa verso l’esterno, osservo l’aeroporto (chissa’ quali film avranno girato qua dentro? Chi me ne dice almeno uno?) e mi informo per i taxi. $68 per andare a Berkeley. Vado verso gli shuttles (come quello che avevo preso da Gerusalemme a Tel Aviv) e questo mi porta a $39. Si chiacchiera col conducente, un sovietico emigrato a SF anni fa. Passiamo da SF sulla baia in direzione Berkeley, mi mostra Okland e mi spiega i nomi dei vari ponti! Arriviamo alla University Ave e il classico albergo americano con le camere che danno sul ballatoio e sul parcheggio sottostante mi si apre davanti.
Qui non prendono la postepay con la quale avevo prenotato ma, appena chiedo di pagare in contanti per le prime due notti, la signora non fa troppe storie e, anzi, mi spiega la differenza delle varie monetine americane, alle quali dovro’ presto abituarmi.
La camera e’ confortevole, un onesto 2/3 stelle italiano. Cerco di ritardare il piu’ possibile l’andare a dormire perche’ so che mi sarei svegliato presto in piena notte e infatti alle 3:30am (12:30 italiane) perdo completamente il sonno: sono costretto ad alzarmi, aggiorno il blog, guardo COPS alla TV, disfo valigie, saluto amici su skype e MSN. Insomma, apparentemente sembra che si sfrutti meglio la giornata, in realta’ so che a meta’ pomeriggio avro’ un sonno dell’accidenti!
Oggi mi attende la presentazione in laboratorio e la visita alla prima casa, sperando che sia anche l’ultima! Cosi’ mi sistemo e passo oltre! Tutto dipende da quanto sapro’ non essere schizzinoso!
Chiudo questo post lunghissimo, con la certezza che non avro’ tantissimo tempo prossimamente per scrivere queste sbrodolate. Mi limitero’ a foto e poche considerazioni. (Ci credete??) Mah...
Un abbraccio a tutti voi,

US-MARCO (UrSo MARCO) :-)
(penosa)

Quinto giorno a Praga!

Carissimi,

volendo dar seguito all'illazione del prode Giulio, secondo il quale dalle foto si vedrebbe un mio gonfiarmi repentino, sono qui a giustificare la quantita' di cibo ingurgitato con le lunghe, estenuanti e pertanto energeticamente provanti, camminate alle quali Paola mi sottopone!

Ebbene, volendo parlare di camminate, stamane possiamo raccontarvi di aver fatto molti kilometri, ma senza stancarci. Dopo una notte passata ad imprecare contro 3 sgualdrinelle sedicenni appena arrivate, che hanno scambiato il silenzioso (fino a ieri) ostello per una discoteca e pertanto tenuto musica alta in camera fino all'una, ora in cui hanno deciso di recarsi (pressoche' nude) nella discoteca qui vicino al ponte, dopo dunque una notte di questo genere (perche' altro casino si e' sentito al loro rientro verso le 6, con porte sbattute e risa da ubriache), ci siamo svegliati (o meglio, ci siamo alzati) di buon'ora perche' avevamo in programma alcune visite dai tempi serrati, che pertanto non permettevano perdite di tempo.

Fatte fuori le ultime crostatine e gli ultimi intruglietti che siamo riusciti a farci grazie al bollitore, scendiamo per strada alla volta del ponte Carlo, direzione Palazzo Reale. L'ascesa mi fa sudare e il leit motiv della maglietta fradicia mi accompagnera' per il resto del giorno! Visitiamo pertanto con la dovuta solerzia il palazzo reale e quanto ci rimane da visitare da ieri (sensazionale che qui i biglietti valgano due giorni, in modo da poter fare tutto con la massima calma), per poi catapultarci verso il ponte Cechov perche' alle 12.00 parte la crociera tanto sospirata.
Dovete sapere che rincorriamo questa crociera da giorni: volevamo inizialmente fare quella di sera, ma ogni sera qui ha sempre diluviato. Oggi ci siamo impuntati sul fare almeno quella a pranzo. Prendiamo il biglietto e mai danaro fu ben speso. Sebbene il pranzo a buffet lasci il tempo che trova, la crociera si rivela dolce e romantica, permettendoci di assaporare una Praga differente da quello che normalmente si vede. Poco ci hanno scomposto le gocce di pioggia, che abbiamo salutato seduti su una panca del battello scoperto, sotto il nostro pratico ombrellino arancione, regalo e ricordo di cari amici politecnici!
Conclusa la crociera, durante la quale aveva pesino fatto capolino il sole, ci siamo diretti al ponte Carlo per comprare un souvenir che potrete trovare un giorno in casa nostra... Non facciamo in tempo a sceglierlo e comprarlo che viene giu' il finimondo. Di corsa sul ponte Carlo, mentre ci si affretta verso casa, Paola e' intenta a difendere dall'acqua il prezioso souvenir, infilandoselo sotto la maglia: con una mano tiene l'ombrello, con l'altra la borsa, la pioggia aumenta sempre piu' e si sente pure dire da Marco "Presto, presto! Passami la macchina fotografica!"... La risposta data non si puo' qui ripetere! Infine guadagniamo finalmente casa, mentre la solita maglietta di Marco, gia' provata dal sudore della mattina, si prende tutta la pioggia possibile e immaginabile, soprattutto perche' lo sciagurato, incurante del nubifragio che si sta abbattendo su di lui, continua imperterrito a scattare foto! Per fortuna l'ostello e' a 30 metri dal ponte, quindi siamo salvi in breve!

Passeremo il pomeriggio a leggere e a dormire, data la notte brava (vissuta a danno nostra da altre...)
Tre chicche in questa giornata sono:
1. la mattina presto, prima di uscire alla volta del palazzo reale, Marco ha l'idea idiota di spostare lo stendino (sapete quello con le due ali che si aprono) contro la porta delle 3 di cui sopra, con una delle due ali appoggiate alla porta. Ci saremmo crogiolati per il resto della giornata al pensiero che, alla prima che avrebbe aperto la porta, le sarebbe caduto in testa il braccio dello stendino. Al ritorno abbiamo lanciato sguardi in cerca di bernoccoli, ma il phard era troppo spesso su ognuna per scovarne minima traccia.
2. La seconda e la terza chicca riguardano Paola. Stamattina, Marco si sveglia premuroso e prepara la colazione per entrambi. Si avvicina al letto per svegliare dolcemente Paola la quale, dopo una notte passata a dormire con i tappi per contrastare il russo di Marco e il baccano delle 3 broccole-col-bernoccolo, pensa bene di sollevarsi energicamente e sbattergli il piumone addosso, facendogli la doccia di caffe' caldo. Il self control di Marco qui guadagna immantinentemente 10000000 punti.
3. L'ulteriore chicca della signorina Oss Emer avviene al suo risveglio dopo un pomeriggio di sonno, quando, ancora nel dormiveglia, farfuglia una frase senza un apparente senso ad un Marco lettore del suo romanzo di mare. Premuroso Marco gli si avvicina a 40cm circa con la faccia pensierosa e interrogativa, accennando un "Eh?", quando Paola schiude gli occhi lanciando un urlo terrorizzato, neanche avesse visto la faccia di ET vestito da carnevale. Marco fa un balzo indietro imbracciando una calibro 38, deciso a farla (Paola) finita, quando il self control si rifa' avanti, guadagnando in un istante altri 10000000 punti di benemerenza!!!

Il resto della serata si trascorre alla ricerca di souvenir (secondo la versione di Paola) e alla ricerca di psicofarmaci per Paola (secondo la versione di Marco). Finito il giro perlustrativo, si prova l'ultimo locale, molto informale e dall'ottimo menu', nel quale Paola ormai da' prova di saper bere birra senza storcere il naso e Marco (con l'aiuto della PsicoPaola) che dichiara guerra con vittoria (alata) ad una mezza anatra con crauti dal sapore di-vino!

Concluso il romanzo (Marco), calmati i nervi (Paola), entrambi ci si ritira per deliberare!

Un abbraccio,
PsicoPaola & il suo PsicoFarMarco

Quarto giorno a Praga!



Carissimi,

la giornata inizia tardi: forse Marco ha sognato tutta la notte grigliate di carne e boccali di birra e non ha smesso un minuto di russare, a discapito di Paola che ha dovuto recuperare almeno qualche ora di sonno la mattina, mentre il riposato Marco leggeva le esternazioni di Domenech.
Stancamente verso mezzogiorno ci si avvia su ponte Carlo, verso la chiesa di San Nicola (un'altra), dal barocco bello e sfarzoso.
Vista l'ora non perdiamo l'occasione di infilarci in uno scantinato dal nome invitante (Steak House), con l'obiettivo di rendere ancora piu' difficile la salita pomeridiana al castello.
Pagato il conto rigorosamente cash, entriamo nei giardini reali, e attraverso viti e roseti, raggiungiamo il castello vero e proprio (che non visiteremo). In realta', grazie ad un biglietto cumulativo che dura due giorni, possiamo visitare la stupenda chiesa di San Vito, il convento delle monache (ormai sede di una mostra di manierismo boemo) e la parte di storia del castello!
Ci riserviamo per domani il secondo round: ovvero castello e annessi!!
Appena usciamo inizia a tuonare e a piovere fitto. Siamo su una collina, a un buon chilometro da qualsiasi riparo: mettendoci l'anima in pace e con due mini ombrelli, ci muoviamo verso il fiume, sul quale avevamo una mezza intenzione di fare una gita in barca. Anch'essa rimandata a domani!
Ci concediamo allora un'ultima corsa verso un souvenir che noterete adornera' la nostra casa e proviamo un nuovo ristorante. Sara' gradita la zuppa calda (quasi fosse Natale, mentre e' il 10 agosto, quindi auguri a tutti i Lorenzi) e uno stinco di porco da condividere, cucinato in birra scura, che non si rifiuta mai a nessuno!!!

Barcollanti e fradici si torna a casa e, prima di ritirarci per deliberare, un pensiero a tutti voi che ci seguite da lontano e che non vedevate l'ora di leggere queste righe sconnesse!!!

Un abbraccio,
Paola & lo stinco
Marco & la zuppa

Terzo giorno a Praga



Carissimi,

eccoci di nuovo a raccontare le nostre peripezie! Oggi siamo stati in giro per le vie della Citta' Vecchia. Dopo un caffe' di dubbia qualita' (nonostante tu lo chieda short e loro ribadiscano "piccolo!", te lo portano very long), i nostri passi ci conducono in una piazza vertiginosamente bella nella quale visitiamo a rotazione il municipio (con l'orologio astronomico e la torre), la chiesa di San Nicola e il tempio di Tyn. Chicca di questo giorno e' l'assoluta incapacita' di Paola di ascoltare le spiegazioni della guida, mentre e' intenta a fare foto! Si perdera' molte notizie su Kafka (pallosissime per la verita'...) e molto altro!
Il pomeriggio volgera' al brutto tempo, quindi, per evitare di bagnagnarci, diveniamo ferratissimi in merito a calici/bicchieri e cristalleria (i negozi di cristalli di Boemia qui abbondano). Sa mai che potra' esserci utile un giorno...

Dopo una lunga passeggiata, alla ricerca di scorci significativi, nel tardo pomeriggio il nostro lettino ci accoglie per un pisolino ristoratore, fino al momento di ritrovare un gradito vecchio amico: il pub Rudolfinus che avevamo provato la prima sera!
Questa sara' la volta di una grigliata mista di carne, che non ha nulla a che invidiare a quella di Valdellatorre!

Torniamo strisciando a casa, per leggere un po' mentre Marco lottera' ancora con 4/5 corse al bagno notturne, dovute alle due birre necessarie a buttare giu' la cena!!

Ritirandoci per deliberare, vi abbracciamo con affetto,

Paola & Marco

Secondo giorno a Praga




Carissimi,

la giornata oggi e' iniziata molto tardi e lo stinco di porco ancora e' ben presente nella mente e nel corpo!
Paola oggi ha il compito di guidare la ciurma verso il primo vero giro di Praga. Destinazione: quartiere ebraico!
Nonostante il caldo insopportabile, i nostri occhi sono affascinati dalle case, dalle facciate spettacolari, sormontate spesso da tetti con guglie e mansarde. Il nostro obiettivo e' di visitare la sinagoga piu' importante della citta' e il famoso cimitero ebraico! Facendo il primo biglietto, pero', scopriamo che abbiamo diritto di visitare una serie di altri luoghi del culto ebraico... e allora inizia il tour! Marco si e' dovuto mettere la kipah in ognuno di questi luoghi. Il piu' interessante di tutti e' stato certamente il cimitero, dove un ammasso di lapidi con iscrizioni ormai cancellate dal tempo ricordavano un po' il Pere Lachaise di Parigi.

Dopo un pranzo veloce, logorati dal lungo cammino, ci dirigiamo verso un grande magazzino per fare qualche acquisto: troviamo delle camicie a 60 corone... un rapido calcolo (2 euro) ci fa capire che potremmo sbilanciarci a prenderne una dozzina!
Usciamo dal supermercato con due camicie nuove di pacca, qualche bottiglia di liquidi da bere, due gelati e delle merendine ("...per quando ci viene fame!" Paola dixit).
Non stanchi del giro svolto, ci avventuriamo sul lungo fiume, dal quale deviamo per un museo insolito: strumenti di tortura medioevali! Fieri di questa parte di storia della chiesa (???), ci ritiriamo per riposarci in camera!

La sera ci vedra' ospiti di un ristorantino dalla cucina sopraffina ( http://uzlatehotygra.cz/uvod.htm) e protagonisti di un'ultima passeggiata, mentre il tempo comincia a rinfrescare, grazie a qualche goccia di pioggia!

Vogliamo pero' lasciarvi con una massima, che ha lasciato tutti di stucco. Paola si cimenta nell'inglese, ordinando addirittura "two coffee" alla cameriera. Corretta bonariamente da Marco sulla mancanza della 's' plurale, impertinente risponde: "Ma tu in italiano, mica ordini due caffi'!"
Di fronte a cotale sfoggio di saggezza, nulla puo' il pover'uomo, che, anche questa sera, decide di ritirarsi per deliberare!!!

Un abbraccio a tutti,
Marco & Paola (caffi')

Primo giorno a Praga



Carissimi,

dopo il ritorno da Israele, una scuola di dottorato a Bressanone (che non sono mai riuscito a raccontare) e il temuto (ma bellissimo) Campo di Gruppo, finalmente l'agognata vacanza!
E' con sommo piacere che condivido con l'esimia Paolina la stesura (a doppia mano, immaginate il casino nel dover digitare una lettera ciascuno :-)) dei prossimi post da Praga!!!

La vacanza ha finalmente avuto inizio stamattina, quando alle ore 11 circa, ci mettiamo in viaggio per Milano Malpensa. Mai la fida 147 si e' presentata tanto vuota: la tirchiaggine ci porta a comprimere i nostri bagagli in due miseri zainetti da portare con noi sull'aereo, visto che con l'Easyjet trasportare il bagaglio in stiva costa ben 15 euro!!! ... per poi farcelo perdere, come si sente in questi giorni!!!
Arriviamo puntuali, ma la fila per il check-in di circa 1 ora e il cambio valuta, il controllo sicurezza e quello passaporti di un'altra ora e mezzo, ci fanno arrivare per ultimi all'imbocco del gate, quando gia' stavano annunciando i nostri nomi! Che figura di m...
Ci imbarchiamo, i posti a sedere non sono vicini, ma saremo divisi dal corridoio. Questo conservera' (durante il decollo, i vuoti d'aria e l'atterraggio) intatta la mano di Marco, altrimenti stritolata dalle unghie dell'impaurita Paola!
Il volo vola in un attimo e a Praga non dobbiamo neanche aspettare i bagagli. Usciti dall'areoporto cerchiamo di capire come fare due biglietti del pullman: ci sono 8 tariffe diverse tutte scritte in ceco, e le macchinette accettano solo monete mentre noi abbiamo banconote da 10 volte tanto! E' li' che scatta il colpo di genio di Paolina: abbiamo trovato un distributore di bevande che accetta sia corone che euro, noi infiliamo euro e riceviamo corone di resto!
Preso il bus 119 e, di seguito, la linea 1 verde, ci troviamo nel centro di Praga, vicini a Charles Bridge che passa sul fiume Moldava, Vistola o Elba... ancora non avevamo capito bene di quale si trattasse. Marco ipotizzava anche il Nilo, ma non ci avrebbe scommesso la sua Alfa... (meglio per lui...)! Dopo qualche peripezia per trovare l'ostello (secondo l'ufficio informazioni non esisteva un ostello con questo nome!), tutti sudati e accaldati ci ritroviamo davanti ad un portone in legno! Ci accoglie una ragazza che ci porta al terzo piano (senza ascensore), dove, in una mansardina tutta ristrutturata, ci attende la nostra camera! Il luogo e' confortevole, pulito, nuovo. La stanza ha gli abbaini e sulle pareti si stende un cimitero di insetti spiaccicati dai precedenti inquilini. Si vedono i tetti delle altre case in lontananza e c'e' il bagno in comune con vasca e lavatrice. La useremo mai?? Mah! Siamo nel pieno centro di Praga a due passi da Charles Bridge e abbiamo uno stupendo bollitore in camera, il tutto ad un prezzo irrisorio: cosa vogliamo di piu' dalla vita? DORMIRE!!!!

Dopo un sonno ristoratore, la pancia inizia a richiamare la nostra attenzione, ormai insoddisfatta del misero panino ingurgitato a Malpensa! Chiediamo consiglio su un posto tipicamente ceco e ci ritroviamo in una bettola: Rudolfinum House. La serata, come testimoniano le foto, prevedera' un veloce assaggio di insalata, mentre sulla distanza realizza i piu' reconditi sogni di Marco: uno stinco di porco accoltellato da sapienti chef fa la sua comparsa sul desco, scelto a caso da un menu' assolutamente incomprensibile. A Paola e' toccato in sorte uno spezzatino di vitello con il gulash, piatto certamente piu' pertinente al tipo di persona!
Insomma, al grido: Lasciate ogni speranza voi dietologi... ci facciamo sotto e il risultato finale, bisogna ammetterlo, e' a favore dello stinco di porco, che resiste ai ripetuti attacchi di Marco, il quale deve desistere di fronte all'ennesimo anfratto colmo di carne che gli si para davanti sollevando l'ultimo lembo di pelle!!
Unica consolazione e' il doppio boccale di birra Urquell, che viene a costare meno dei due bicchieri di acqua di Paola che, tirchia com'e', sta pensando di convertirsi all'alcool pur di risparmiare 10 corone!!!

Stremati dal cibo, ci si ritira per deliberare!!!
Un abbraccio a tutti,

Marco & Paola