Figaro' Hippie e le 160 stanze!



Carissimi,

Berkeley non finira' mai di stupirmi nelle sue mille sfaccettature.
Stasera ho invitato a casa i miei due amici Davide (in partenza per l'Italia, un'occasione per salutarlo...) e Raffaele. Mentre guidavo, avevo in mente di cucinare la pasta fatta dal pastificio degli zii di mia mamma, la pasta Masciarelli che e' arrivata volando fin qui, con del ragu', sapientemente cucinato e poi congelato dai miei prima di ripartire!
Mentre siamo a casa in versione "cazzeggio mentre aspetto che l'acqua bolla", John si aggrega alla festante comitiva, annunciandoci che alcuni suoi amici gli avrebbero fatto visita da li' a poco. Alla sua richiesta se la cosa mi andasse bene, ho distrattamente risposto di si', ma mai risposta fu tanto affrettata.
Faccio ancora in tempo a combinare un danno, lavandomi completamente di vino, nell'apertura di un'ottima bottiglia di Merlot della Napa Valley, quando suonano alla porta. John apre e, dopo qualche saluto, si presentano in cucina 4 personaggi, usciti da un film anni '70. Cerco con la coda dell'occhio un cameraman o un addetto alla regia, ma devo arrendermi alla dura realta', e tra me e me dico: "Ora la serata si complica".
Davanti a noi abbiamo nell'ordine: David, un hippie pieno di rasta, con un sorriso ebete sul volto da chi ha visto la Madonna, o ha fumato veramente roba buona, una ragazza alta e bionda, dagli occhi azzurrissimi, con lo stesso sorriso ebete, una terza ragazza piu' bassa, con la gonna tipicamente hippie e il sorriso di cui prima e un quarto personaggio (secondo me l'aiuto regista) assolutamente dissonante rispetto a questi tre, vestito persino normalmente e dotato di scarpe, cosa non reputata necessaria dagli altri tre!
L'imbarazzo si taglia a fette: ci siamo io e John che cerchiamo qualche cosa da dire in modo da rompere il ghiaccio, i miei amici tra il perplesso e l'allibito e i tre ragazzi (l'aiuto regista nel frattempo e' scomparso...) beatamente sorridenti. Alla fine, l'argomento Cinque Terre ci aiuta a riacquistare la lingua e la ragazza piu' bassa ci racconta le sue esperienze in giro per l'Italia, creando un diversivo che permette a noi di finire la pasta senza troppa voglia e ai suoi amici di usare il bagno, infestando di oggettiva puzza di merda la casa...
Ci sono altri particolari su cui vale la pena sorvolare: la serata si conclude con John che decide all'improvviso di andare con i suoi amici a Santa Cruz, Erick (che nel frattempo e' tornato a casa da arrampicare) che se ne va a dormire, gli amici che escono di casa salutandoci e abbracciandoci alla volemose bene e sbattendo distrattamente i piedi nudi contro porte e sedie, senza per altro cambiare di una virgola la loro beata espressione, la' dove una comunissima persona avrebbe detto almeno un "caxxo che male..." e, infine, io che riaccompagno i miei amici (vi ricordo, sempre sull'allibito, sfociante in qualche risata dissacrante) a casa loro!

Se stasera e' andata cosi', non si puo' dire che le ultime settimane siano state prive di chicche.
Venerdi' abbiamo festeggiato il compleanno di Davide, che ha invitato alcuni della parrocchia, proponendo un barbecue tipicamente americano a base di hotdog e burgers (che tra l'altro sono rimasti e sono da finire, talmente ne abbiamo fatti) e con il sogno sfumato di andare ad un party dopo la festa, dal quale, presentatici con una cassa di birra sotto il braccio, ce ne sgattaioliamo via senza troppi complimenti con la medesima birra ben custodita, quando ci accorgiamo che non era il party che ci aspettavamo, ma una riunione di sbarbatelli alle prese con il gioco della bottiglia...
Sabato con Raffo siamo andati a visitare Sonoma Valley, che, insieme con Napa Valley, e' la zona piu' famosa per i vini californiani. Abbiamo fatto il giro di alcune winery, abbiamo degustato a scrocco un sacco di vini e devo dire di aver trovato buoni prodotti, sapientemente esposti in vinerie molto nuove e asettiche che nulla hanno (per fortuna direi) della tradizione delle cantine piemontesi, toscane o trentine che ho visitato in Italia! Ad ogni modo, un caldo torrido, da stare male e il molto vino non hanno reso facile trovare la via di casa.
Domenica mattina siamo andati con Davide e Raffo a dare una mano nel preparare pranzo (anzi Brunch, che e' una via di mezzo tra il breakfast e il lunch) in parrocchia, per festeggiare i laureati di questa sessione. E' stata un'occasione per stare insieme agli studenti di Newman e di chiacchierare di vari argomenti.
Uno tra tutti che sta tenendo banco in questi giorni da 'ste parti e' la decisione della Corte Suprema della California di eliminare il divieto e quindi ridare diritti matrimoniali alle coppie gay. Se da noi abbiamo la Carfagna che si fa sgridare anche dalla Mussolini (dalla Mussolini, capite? Non da Luxuria...), qui la situazione e' agli antipodi. Naturalmente le campane sono variegate. In parrocchia si trovano ciellini (ragazzi di Comunione e Liberazione) estremamente intransigenti, gente piu' moderata, gente che si domanda e cerca risposte, fino ad arrivare a casa da me, dove John esulta per il risultato ottenuto. Mi sono trovato obiettivamente in difficolta' nel trovare un piano di contatto con John su un argomento cosi' spinoso. Non e' con l'intransigenza dettata dal mio essere cattolico che potevo approcciare uno dalle idee diametralmente opposte alle mie, ma ho comunque cercato un terreno comune sul quale farmi spiegare quale fosse la sua (in ideale rappresentanza dei movimenti gay, pur lui non essendolo, ma solidarizzandovi). E' venuto fuori uno spaccato molto piu' complesso di quanto sembri, che mal si presta ad essere tagliato con l'accetta di chi pensa di aver capito tutto e che merita ulteriori approfondimenti.
Ho scoperto poi parlando con Sean, che e' stato messo online un cortometraggio della serata di canto e preghiera in cui ho suonato i bonghi (Praise Night). Potete trovare il video qui: le canzoni, per la verita' molto belle, sarebbero da tenere in considerazione (sebbene ahime' in inglese) per rinnovare il repertorio di qualche comunita' dalle nostre parti!!
Il pomeriggio di domenica e' successo una cosa che mai avrei pensato possibile. Mi sono trovato in un teatro ad assistere ad un'opera!! Ma mi ci vedete voi ad assistere al Figaro'? Ebbene, Berkeley puo' farmi anche questo!! Ho conosciuto in parrocchia Anna, un'attrice professionista della compagnia di Minneapolis e che mi ha gentilmente procurato un biglietto per il Berkeley Rep Theater. Cosi'... mi son trovato seduto in galleria ad abbassare l'eta' media del pubblico!!! :-)
Devo dire di aver capito molto piu' i dialoghi in inglese del cantato in italiano. Ho trovato la trama spassosa, le voci spettacolari, geniali gli effetti scenici con telecamere a riprendere in primo piano i volti e i gesti degli attori per riproiettarli sui fondali e, infine, molto attuali alcuni rimandi politici!


Le foto di questo post raccolgono anche quanto fatto la settimana scorsa.

Martedi' siamo stati da Ghirardelli's, una cioccolateria buonissima a San Francisco, con tutti gli studenti di Newman.
Sabato scorso, sempre col mitico Raffo, siamo andati verso il sud della baia e abbiamo visitato la casa della famiglia Winchester, famosa perche' e' la piu' (tristemente) famosa marca di fucili d'America. Questa casa e' assurda. Ha 160 stanze, e' sempre stata in fase di ampliamento da parte della moglie di Mr. Winchester dal momento del suo acquisto (aveva inizialmente otto stanze). Costei usci' pazza dal rimorso delle migliaia di indiani che i fucili del marito contribuirono ad uccidere. Per sessant'anni fece costruire e aggiungere pezzi alla casa per meglio accogliere gli spiriti degli indiani uccisi, facendo della casa un labirinto bizzarro di stanze, con soluzioni eccentriche, scale che finiscono in un soffitto, ante che si aprono su un muro, finestre sul pavimento e porte che danno nel vuoto... Tutto denota la pazzia e la poca vena "architetturale" della proprietaria.
Nel pomeriggio ci siamo concessi quello che da molti viene definito il Nerd Tour, ovvero da bravi ingegneruzzi, abbiamo visitato le maggiori aziende della Silicon Valley, passando per Google, Intel, Yahoo, Apple, Oracle, un centro ricerche NASA, HP, AMD e approdando nel tardo pomeriggio a Stanford, che, a dire il vero, non ci ha fatto per nulla una bella impressione. Un campus asettico, pieno di gente ricca e snob, ben d'altro tenore dalla vitalita' frizzante di Berkeley! Bocciato!!
La domenica ho portato John e Raffo al Thai Temple. Sebbene i miei ancora non abbiano avuto l'opportunita' di raccontare quell'episodio in presa diretta, mi limito a dire che il posto e' molto "alternativo", si incontra di tutto, anche improbabili api pronti a fare harakiri nella tua zuppa, prese dalla frenesia di passare da un piatto all'altro! Ci siamo presi allora una noodle soup, ovvero una zuppa fatta con gli spaghetti di riso e condita con verdura, polpette di carne, straccetti di vitello e molte spezie. Per dessert dei dolci fatti con il latte di cocco che io adoro.
Satolli, dopo aver mangiato sul giardino antistante il tempio, ci siamo diretti verso una casa molto particolare: la proprietaria e' una signora americana, con una passione per il buddhismo, che apre il giardino della sua casa ogni domenica pomeriggio a tutti coloro che vogliono passare e stare li' a chiacchierare. Il giardino, ricco di vegetazione, e' pieno di palle da bowling e di altre stravaganze, tra le quali statue, bottiglie appoggiate ai rami degli alberi e cosi' via. Guardate le foto perche' meritano!
Anche in questo caso Raffo ha avuto un esempio di eccentricita' che, sommata all'esperienza hippie di ieri sera, lo ha fatto proficuamente riflettere sulla capacita' di adattamento di ognuno e sulla difficolta' che tutti noi (me per primo) abbiamo a capire e comprendere il diverso, affinche', parafrasando Hegel, il diverso si faccio differente, ovvero affinche' quello che prima sembrava lontano, possa essere compreso, anche se non necessariamente condiviso.

Il Lab si e' finalmente popolato, dopo mesi di magra. Marco il boss e' tornato dall'Italia, ci ha raggiunti Roberta, una collega da TiLab e Mostafiz dal Poli di Torino. Inizia il rush finale prima di tornare a casa!!!

Un caro abbraccio a tutti,
Marco

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grandissimo cugi...
Quello delle 160 stanze non la sapevo....
Immaginarlo gia ti fa sbiellare di cervello....immagino esser li...!Cmq..mitiche anche le sedi d'origini tra Intel e Amd..
Ta sta scialannu....

Un bacio beddu mei...

Anonimo ha detto...

Condivido e traduco in romano il commento di Fili "te stai davvero a tajà" caro cugino. Son felice per te e grazie di condividere con arricchenti, dettagliati e interessanti commenti le tue esperienze e riflessioni.Ale.